Archive for Novembre, 2009

Published by danyli on 22 Nov 2009

Gli abbracci spezzati

Gli abbracci spezzatiPersonalmente trovo il connubio Almodovar/Cruz una garanzia, quindi non ho assolutamente voluto perdere il film “Gli abbracci Spezzati” (Los Abrazos Rotos). Un viaggio tra il passato e il presente diretto sapientemente dal regista, e interpretato magnificamente dagli attori: lo spettatore segue con chiarezza quale momento “temporale” viene narrato alternativamente. In questa vicenda ci sono tantissimi richiami allo cinema classico: dal film “Donne sull’orlo di una crisi di nervi“, a “Ragazze e Valigie” e “Colazione da Tiffany” dove la bellissima Penelope Cruz è la copia, oserei dire, quasi identica di Audrey Hepburn, al film “Viaggio in Italia” di Roberto Rossellini (la scensa dove i resti di un uomeo e di una donna vengono ritrovati uniti come in un abbraccio), ad Alfred Hitchcock (La donna che visse due volte).

Lo stile autentico e unico di questo regista, ci guida in un viaggio tra i sentimenti veri ed energici, come la gelosia, la follia, l’infedeltà, la disperazione, le lacrime, la vendetta, il tormento….eccc…..tutti condotti dall’amore passionale. Un film intricato ma che scorre con semplicità offrendo momenti emozionanti, riflessioni, non dimenticando l’aspetto comico con commedie brillanti. Le inquadrature degli attori, ma anche degli oggetti che fanno parte della scena, sono condotte in maniera originale avvolgendo lo spettatore accompagnandolo in prima persona all’interno della pellicola.

Published by danyli on 16 Nov 2009

Chagall e il Mediterraneo

Chagall e  il mediterraneoA Pisa, Palazzo Blu ospita la mostra “Chagall e il mediterraneo“: interamente dedicata all’artista con 150 opere, suddivise tra tele, sculture, ceramiche e tavole provenienti oltre che da collezioni private, anche dal Centre Pompidou di Parigi, dal Museo Nazionale Marc Chagall di Nizza e dal Museo Matisse di Le Cateau Cambrésis, opere create a partire dal 1926 quando l’artista scoprì i colori, la luce e i paesaggi affacciati sul Mediterraneo.

Non elenco le opere, in quanto il sito propriamente dedicato, indica dettagliatamente il percorso in esposizione, ma voglio soffermarmi su questo artista indicandone la semplice ed umile maestria artistica: un suo conterraneo lo definisce il “cantastorie” della pittura che in effetti trovo questo aggettivo azzeccatissimo perchè i suoi quadri racchiudono veramente una storia rappresentata da una moltitudine di soggetti che all’apparenza sembrano secondari ma che in realtà sono tutti strettamente collegati al/i soggetto/i principali scelto/i. Lo stesso artista ha sempre dichiarato di essere preferito tra i bambini e gli adolescenti: su questo potrei azzardare la conferma di ciò, in quanto lo vedo un pò un “peter-pan” dei colori ma che io stessa non mi scandalizzo se vedo un mucca a testa in giù, o un violinista sul tetto, o l’amata che vola in cielo…..eccc…. Sì, all’apparenza potrebbe sembrare fin troppo semplice, ma che in realtà nasconde una cultura ed una sensibilità enormi. Bellissimi i richiami religiosi che, essendo Marc Chagall un ebreo, non si sofferma ai soli richiami della sua religione ma anzi li mescola con assoluta padronanza, mantenendo il rispetto per la cultura religiosa.

Ho scoperto Chagall, si può dire per caso, tanti anni fà e da allora non ho mai smesso di seguire ed inseguire le mostre a lui dedicate, documentandomi sulla sua vita e sulle sue opere. Questo non per volere a tutti i costi, come forse pretende una buona parte di critica, decifrare con un “codice” le sue opere, ma per apprezzare i suoi colori, la sua energia, la sua vitalità, la sua sensibilità……..

Marc ChagallSì, mi sento di consigliare questa mostra a tutti colori che non siano prevenuti e chiusi alla percettibilità artistica, e a tutti coloro sostenitori dell’arte chagalliana per completare con opere anche mai viste: in questa esposizione si ha anche la fortuna di apprezzare le diverse tecniche utilizzate dall’artista come il collage utilizzando stoffe, pizzi, frammenti di disegni, senza porre nessun limite alla sua creatività.

Ah, stavo per dimenticarmi una curiosità: la famosa canzone di Domenico Modugno “Nel Blu Dipinto di Blu” è stata ispirata da un quadro di Marc Chagall !!!

Published by danyli on 14 Nov 2009

Il tempo invecchia in fretta

Il tempo invecchia in frettaAmmetto di aver scelto questo libro soprattutto per il titolo “il tempo invecchia in fretta“, immaginandomi una riflessione strabigliante. Non conoscevo questo scrittore italiano, Antonio Tabucchi, che scopro poi, aver scritto numerosi libri. Trattasi di nove racconti collegati tra loro dall’incessante scorrere del tempo: sono storie vere ed anche inventate che rappresentano “frammenti” di vita vissuti, o che si stanno vivendo oppure anche storie della memoria e della coscienza. Sono storie di uomini straordinari, ma anche semplici dove dovranno sempre saldare i conti con il tempo…. Ricordo il racconto dell’ufficiale in congedo che durante la missione in Kosovo è stato esposto alle radiazioni dell’uranio, ed ora è “in attesa” mentre stringe amicizia con una ragazzina molto curiosa a cui insegna la nefelomanzia (l’arte di leggere il futuro nella forma delle nuvole); oppure quello di quell’uomo che per “riempire” la propria solitudine racconta delle storie a sè stesso, ma che poi lui stesso sarà protagonista di un racconto che si era inventato…..(non era il già visto che lo inghiottiva in un passato mai vissuto, era lui che lo stava catturando in un futuro ancora da vivere); oppure la storia di Lazlo, un generale ungherese in pensione che narra la sua impresa di come fermò per numerosi giorni i carri armati russi con pochissimi uomini, e di come fu degradato, ma subito riabilitato con la caduta del muro di Berlino ( ci sono ben 5 racconti ambientati nei paesi del “blocco dell’Est) e del confronto, voluto e cercato, che successivamente ebbe con Dimitri, il generale russo che lo fronteggiò durante l’invasione.

Forse non sono storie attuali, ma che indubbiamente legano la nostra mente ad un’epoca passata e vissuta…. poi, non così lontana.

non esiste la cosa più naturale del mondo, le cose esistono come vuoi, se le pensi e se le vuoi, allora le puoi guidare, altrimenti vanno per conto loro.

…quel ricordo resta solo tuo, non diventa un ricordo altrui perchè lo hai raccontato agli altri, i ricordi si raccontano, ma non si trasmettono.

Published by danyli on 09 Nov 2009

20° anniversario “caduta del muro di Berlino”

BERLINO, SOTTO I TIGLI (POESIA BILINGUE)

di Franz Josef Uffenwanken

BERLIN, UNTER DEN LINDEN

Ein schoener Stadtaufenthalt

fuenfunddreissig Jahre alt

ich bin die Schatten

ich bin die Naechte

du bist die unbelichteten Stellen die ich liebe

du warst niemand

als ein nichts

waren wir

ich fuer dich

du fuer mich.

Jetzt, heute

essen wir

miteinander

Kalbschnitzel mit Kartoffelsalat

in Unter den Linden, Berlin

unter den Linden.

Nachts

sind die Strassen leer

jetzt, heute

schlafe ich ein und ein Traum

lautlos fliegt:

du bist niemand

ein nichts

sind wir

unter den Linden

wenn schauerlich

mein Traum

fuer mich und dich

in mir

unter den leeren Linden

in einem Nichtsschrein

schreit.

BERLINO, SOTTO I TIGLI

Un bel soggiorno cittadino

di anni trentacinque

io sono le ombre

io sono le notti

tu sei i punti oscuri che io amo

tu eri nessuno

quando noi un niente

eravamo

io per te

tu per me.

Ora, oggi

l’un con l’altro

mangiamo

cotoletta di vitello con insalata di patate

a Unter den Linden, Berlino

sotto i tigli.

Di notte

le strade sono vuote

ora, oggi

mi addormento e un sogno

senza suono vola:

tu sei nessuno

un niente

siamo noi

sotto i tigli

quando orribile

il mio sogno

per me e per te

in me

sotto i tigli vuoti

in uno scrigno di niente

urla.

(Traduzione di M.U. Franz Josef Uffenwanken è nato il 12 Novembre 1960 ed è il mio fratello gemello. Separati dalla nascita per ragioni che un giorno, forse, racconterò nella mia “autobiografia viscerale” della quale ho per ora soltanto il titolo (Chi me l’ha fatto fare), svolge una solerte attività di numismatico presso la Bundespost di Tubinga. Comunichiamo solo via email nonostante la sua passione per le lettere (quelle postali, soprattutto); e non ci siamo mai visti di persona. Il perchè di questo lo racconterò eventualmente nella succitata e già perlomeno “titolata” autobiografia. So che è sposato con una insegnante di liceo ovviamente bionda, ha due gemelli di 10 anni anch’essi biondi e ha un carattere che non ho ancora capito. Questa poesia fa parte della raccolta “Linksblock” – “Blocco delle sinistre”, uscita nel 1996 per l’editore Sepp Maier di Monaco).

East Side Gallery

20 anni dalla caduta del muro di berlino 09 novembre 1989/2009

Published by danyli on 08 Nov 2009

Bellezza e tristezza

Bellezza e tristezzaE’ la prima volta che leggo un testo di Kawabata Yasunari, e devo dire che ” Bellezza e Tristezza” non mi ha affatto deluso: è la storia di Oki, scrittore cinquantenne, divenuto famoso per il suo romanzo autobiografico “la sedicenne“, dove descrive la sua passione amorosa giovanile per Otoko Ueno. Da quella relazione la ragazza aveva avuto una figlia, morta ancor prima che la madre potesse vederla, e contemporaneamente fu abbandonata dallo stesso Oki, all’epoca già sposato. Otoko, raggiunge la follia e viene rinchiusa in un ospedale psichiatrico, ma superato questo periodo tragico, decide di concentrarsi unicamente sulla sua carriera artistica di pittrice. Durante questi anni Oki ha vissuto la sua vita di marito infelice legato ad una donna che gli ha dato due figli, ma che profondamente ricorda con rimpianto l’amore giovanile, reso immortale e presenza quotidiana proprio perchè rivissuto nel suo romanzo più famoso. A distanza di anni Oky rincontra Otoko, la quale è sempre stata legata al pensiero del suo amore giovanile “incontaminato” dallo scorrere del tempo. Personaggio di rilievo sarà Keiko, giovanissima allieva di Otoko, con cui vive una relazione inquietante, che utilizzerà la sua strategia vendicativa……

Tema principale è il ricordo insieme alle infinite sfaccettature dell’amore, da quello appassionato giovanile, a quello ossessivo, a quello geloso e a quello ingenuo. Un intreccio di amori che si rincorrono, dove c’è anche la nostalgia dei tempi passati, ma amori che non si “toccheranno” se non solamente negli istanti finali.

Indubbiamente viene ribadito il fatto che non si può tornare indietro nel tempo, ed il legame puro e perfetto, se perduto lo è per sempre: la vita è una visione di bellezza e tristezza, un pò come il ricordo e l’arte……

Published by danyli on 02 Nov 2009

Alda Merini

Spazio spazio, io voglio, tanto spazio
per dolcissima muovermi ferita:
voglio spazio per cantare crescere
errare e saltare il fosso
della divina sapienza.
Spazio datemi spazio
ch’io lanci un urlo inumano,
quell’urlo di silenzio negli anni
che ho toccato con mano.

Alda Merini, da “Vuoto d’amore”