Published by danyli on 06 Set 2009
L’elefante scomparso
Non so perchè, ma la lettura dei libri di Haruki Murakami, per me sono sempre una garanzia. Anche i vari racconti di “L’elefante scomparso e altri racconti“, mi hanno immersa in quel mondo reale/surreale, in quella scrittura semplice, non banale, ma che ti rapisce nei minimi termini. Sono tutti racconti, diciassette, scritti tra il 1980 e il 1999: viene anche riportato “l’uccello-giraviti e le donne del martedì” che sfocerà poi nel suo celebre capolavoro “L’uccello che girava le viti del mondo” (che io ho trovato bellissimo). Ovviamente non sono tutti capolavori, alcuni mi sembrano piuttosto delle tracce per qualcosa che verrà,….. ma indubbiamente ho “viaggiato” piacevolmente in questo sogno irreale, tra i vari racconti come Sonno, Silenzio, l’elefante scomparso, il nano ballerino, Lederhosen,….
Il bello della scrittura di Murakami, è che sembra scrivere di niente, e invece parla di tutto. L’ambientazione, in realtà potrebbe essere ovunque, perchè lui racconta quei gesti semplici, abitudinari, la buona musica come il jazz, il sole, la spiaggia, le nuvole che passano lentamente, l’assaporare un piatto cucinato in maniera sublime, i sentimenti, le speranze, e le malinconie. Spesso e volentieri quella quotidianità a cui per lo più non si dà importanza perchè non si ha il tempo necessario per soffermarsi, o soprattutto non si vuole prendere il tempo adeguato per godere dei piccoli gesti, necessari per farci stare davvero bene.
Non si dimentica mai quello che si vorrebbe dimenticare.


