Archive for Agosto, 2009

Published by danyli on 30 Ago 2009

Dimentica dimentica

La luce del mattino
e grida di operai
sul dito un maggiolino
è primavera ormai.

E apro le finestre,
il glicine è già qui
il mondo si riveste come ogni lunedì.

E l’orizzonte è libero come un amante che
fa il grande senza accorgersi che prigioniero è

Dimentica, dimentica che il dispiacere scivola
la mia paura è vivere, uscire, amare e ridere
e non volare adesso giù
perché accanto a me non ci sei più.

E penso un po’ a mia madre
a quella sua mania
diceva più lavoro più i soldi vanno via.

E vanno le stagioni come motociclette
di giovani spacconi finchè la vita smette.

Dimentica dimentica
t’accorgi un giorno che
quelli che ti capiscono
sono tutti dietro a te

Dimentica dimentica che il dispiacere scivola
la mia paura è vivere, uscire, amare e ridere
e non volare adesso giù
perché accanto a me non ci sei più.

© Umberto Tozzi

Published by danyli on 23 Ago 2009

Donnie Darko

Donnie Darko

Indubbiamente un’inizio oscuro e intrigante, quanto una pellicola che lascia spazio a diverse interpretazioni. Sì, quella di Donnie Darko è una storia che può essere scioccante quanto stuzzicante: ho letto che è tra i primi cento film apprezzati nel mondo; personalmente non lo annovero in una classifica, ma sicuramente fà sorgere interrogativi successivi alla sua visione.

All’inzio era talmente fuori di testa, che più volte mi sono detta “spengo”, ma poi ogni minuto che trascorreva mi attirava e incuriosiva su come sarebbe stato il momento successivo. Non si tratta di un film melenso, con i soliti stereotipi giovanili, ma fà riflettere sulla consapevolezza che la morte possa avere sull’individuo.

28 giorni, 6 ore, 42 minuti, 12 secondi…..quando finirà il mondo: uno spazio temporale strettamente correlato alla psiche umana. Spazio vissuto pienamente dal protagonista turbato mentalmente, in questo lasso di tempo di cui sà già la scadenza, che lo porterà ad un gesto estremo forse per la consapevolezza di interrompere quel qualcosa che lo ha visto protagonista fin dall’inizio. Ma questo intervallo temporale è il frutto della mente turbata di Donnie, oppure di una realtà mai sopraggiunta, proprio perchè c’è una linea temporale continua che riporta al punto di partenza……?

Ogni essere vivente segue un percorso prestabilito… Ma ci sono confini che a volte la vita ti chiede di varcare… Io, l’ho fatto

pensa se uno potesse tornare indietro nel tempo, prendere tutti i momenti neri e dolorosi e rimpiazzarli con qualcosa di meglio…

Ma queste porte potrebbero apparire ovunque? In qualsiasi momento?
No, questo credo sia difficile. No, quello cui tu ti riferisci è un atto di Dio.
Ma se Dio controlla il tempo è tutto prestabilito.
Non ti seguo più…
Ogni essere vivente si muove su un sentiero già tracciato, ma se uno vedesse il proprio sentiero fino in fondo potrebbe vedere il futuro. E questa non è una specie di viaggio nel tempo?
Beh, c’è una contraddizione nel tuo discorso: se potessimo vedere il nostro destino, avere davanti l’immagine di ciò che sarà, avremmo allora la facoltà di scegliere se tradirlo o no, questo destino. E per il solo fatto che esiste questa possibilità nessun destino si potrebbe considerare “prestabilito”.
Non se si viaggia lungo il sentiero di Dio.
Non credo di poter continuare questa conversazione…
Perché?!
Perderei il posto…

Facendo seguito ad alcune citazioni, dimenticavo di evidenziare l’interpretazione magistrale del cast degli attori, oltre la regia significativa e la colonna sonora che si è sapientemente amalgamata con la storia. Sicuramente non mancherò di rivedere questa pellicola per cogliere quelle sfumature che mi sono sfuggite dalla prima visione.

Published by danyli on 18 Ago 2009

Strade interrotte

Strade interrotteE’ da un pò di tempo che avevo sul comodino il nuovo libro di Pietro Sergi, “Strade interrotte“, ma ho preferito gustarmi ogni storia in un momento particolare. Infatti si tratta di una raccolta di racconti che impongono riflessioni su storie che potrebbero essere nostre, sulla vita, sugli incontri, sugli scontri, sulle radici, sulle tradizioni, sull’amicizia, sull’amore, sui rapporti, sulla quotidianità, sugli ideali, sulla famiglia, sulla speranza. Il bello di questi racconti, infatti è poter rispecchiare noi stessi, come ad esempio gli incroci sui pianerottoli, il desiderio di comunicare o raccontarsi, come con la Luna, oppure quella vena animata che permette ai più sensibili di poter gustare contemporaneamente due mondi parallelamente collegati, come quelli delle ombre, o scoprire anche una realtà differente, come quella dei rapimenti, o quella della concentrazione su noi stessi, che scaturisce anche nella solitudine.

Strade interrotte dalla solitudine, solitudini imposte dal proprio orgoglio. Orgoglio che a volte si tramuta in senso di colpa dopo aver provocato la solitudine.

E questi sono dei piccolissimi esempi, rispetto a quello che può scaturire la scrittura scorrevole e semplice di Pietro Sergi. Indubbiamente questa è un’opera differente rispetto ad “Interneide“, che riguarda un viaggio nel tempo, e rispetto ad “Aspre e calde montagne, dolci e fredde pianure” che evidenzia la passione per la sua terra, e l’attaccamento ai veri valori, ma non deluderà chi vorrà immergersi in questa nuova avventura.

Se ancora avete delle perplessità, quì potete leggere la prefazione del libro, direi scritta in maniera magistrale a cui non và aggiunto null’altro.