Archive for Giugno, 2009

Published by danyli on 25 Giu 2009

Coraline e la porta magica

Coraline e la porta magicaHo visto i trailers di questa pellicola “Coraline e la porta magica” e sono stata attirata dall’immagine dei personaggi con i bottoni al posto degli occhi, poi quando ho letto che il nome nasce da un errore di battitura ( Coraline invece che Caroline),che l’autore del libro non ha voluto correggere, Neil Gaiman (autore anche della saga “Sandman” molto conosciuta tra gli amanti dei fumetti), allora ho deciso che sarei andata a vederlo.

Una curiosa sorpresa è aver visto la proiezione in 3D ma mi sento di sconsigliare questa visione ai bambini piccoli, perchè trattasi di una specie di revisione di Alice nel paese delle Meraviglie però in chiave noir, stile Tim Burton, e quindi eviterei qualsiasi incubo con l’orrore di trovarsi i genitori sostituiti con gli originali.

Coraline si è trasferita con i genitori in Oregon, e sentendo la mcancanza dei suoi amici perchè i genitori sono sempre occupati con il loro lavoro, cerca di trovare qualcosa di eccitante per trascorrere le sue giornate. Fà amicizia con un coetaneo, Wybie, e instaura contatti con i vicini più adulti, come le eccentriche attrici inglesi (Signorina Spink e Forcible) e il russo Signor Bobinsky. Indubbiamente una mera routine per una ragazzina di 11 anni, ma un giorno scopre una porta segreta che la condurrà in un altro mondo parallelo , dove scoprirà una versione “differente” della propria vita, del tutto simile alla sua “vita vera“: con la sua Altra Madre e Altro Padre, assai premurosi e pronti a soddisfare tutti i suoi desideri. Ma quando crede che questo Altro Mondo sia migliore di quello Vero avviene che l’Altra Madre pretende che Coraline stia sempre con loro facendosi sostituire gli occhi con dei bottoni: allora la bambina inizierà a ribellarsi e con la sua astuzia e coraggio, salverà la sua famiglia e tornerà alla vita vera.

Una fiaba per adulti dove vengono trattate diverse problematiche: il rapporto genitori-figli (la mancanza di attenzione dei veri genitori nei confronti delle necessità della figlia), il mito della forma fisica (l’Altra madre dimostra un fisico magro rispetto ai rotolini della Vera madre), il disprezzo per la routine, l’inganno dei desideri istigati ma anche la riflessione che poi anche la “normalità” purchè vera e sincera non sia affatto male.

Published by danyli on 14 Giu 2009

Vento dell’Est: Vento dell’Ovest

Vento dell'Est Vento dell'OvestHo terminato di leggere un libro regalatomi da un’amica, consapevole di quanto io sia amante della letterattura orientale. Devo dire che è stato un regalo davvero azzeccato!!! Vento dell’est: Vento dell’ovest del premio Nobel Pearl S.Buck (1938): documentandomi sulla scrittrice, ho saputo che ha prodotto diversi testi sulle tradizioni cinesi, e questo è stato possibile perchè ha vissuto molti anni in Cina seguendo il padre e quindi ha sperimentato in prima persona un mondo pieno di tradizioni, contraddizioni ed un tentativo di cambiamento verso usanze piu` “occidentali”.

Questo libro è suddiviso in 3 racconti, dove il fulcro comune è rappresentato appunto dallo “scontro” generazionale tra le antiche usanze cinesi e la volontà dei più giovani di aprirsi all’energia e concretezza del mondo occidentale. I racconti analizzano diversi “comportamenti”: il primo racconto più lungo, illustra la storia di una giovane sposa cinese, costretta a confrontarsi con il mondo occidentale del marito (medico cinese che ha compiuto gli studi all’estero). Il tempo e l’amore saranno complici nel superamento di paure, sgomento, usanze misteriose, nuove vedute. Il tutto non senza tante difficoltà.

Nel secondo racconto, putroppo la giovane moglie cinese, anche se trattata dagli anziani suoceri come una figlia prediletta, esce come una figura sconfitta in quanto incapace di accettare il “ruolo” di moglie più moderna, adatta ad affiancare il marito perfettamente integrato nel mondo occidentale.

L’ultimo racconto ci introduce un’anziana vedova cinese, costretta a vivere nella casa del figlio “occidentalizzato”: ovviamente questa convivenza risulta essere piena di disagi proprio per la sua difficoltà di comprendere le regole imposte dalla casa. Purtroppo questo la porterà ad essere sempre più isolata ed essere trattata come una squilibrata.

Bellissimo questo libro scritto in maniera attenta e scorrevole, capace di coinvolgerti nelle tradizioni millenarie orientali (come i “cortili delle donne” dove avvengono i rituali sacri e quelle “tacite” gerarchie tra mogli e concubine; o il cerimoniale del tè rispettoso tra figlia e madre, il ruolo del padre-padrone, l’impossibilità di crescere insieme i fratelli se sono di sesso diverso…ecc…) ma anche rapportando il lettore al nostro mondo “occidentale” visto in maniera differente dagli stessi occhi dei cinesi (come le grandi stoffe appese alle finestre, l’impossibilità di sputare sui pavimenti, la mancanza di luce fioca data dalle pareti di carta di riso in grado di donare il colorito giusto alla carnagione delle donne, il divieto di fasciare i piedi delle femmine, così come l’obbligatorietà di istruzione sia ai maschi che alle femminucce, avere una compagna per moglie e non una muta servitrice, quindi con le sue necessità e i propri sentimenti….ecc…..)

Io credo che ogni mente dovrebbe essere in grado di aprirsi alle novità, ma non per questo dimenticare e annullare le tradizioni e soprattutto calpestare la dignità delle persone: perchè qualsiasi cambiamento può nascondere drammi che coinvolgono sia le persone che vivono i cambiamenti ma anche coloro che li subiscono.

Published by danyli on 04 Giu 2009

Quadricromie

QuadricromieLa giornata del 02 giugno 2009, è stata caratterizzata da un evento di spessore nel comune di Camposanto (Mo): il primo “festival regionale di writing e street-art“. Infatti, dalle stesse parole del sindaco Antonella Baldini, questa forma d’arte non dev’essere confusa oramai con le troppe testimonianze di degrado che oggi caratterizzano muri e monumenti di paesi e città. Gesti, appunto, che vanno puniti senza indugio. La creatività dei Writers dev’essere invece incoraggiata mettendo a disposizione luoghi e spazi attrezzati.

E direi che la prima Rassegna regionale “QUADRICROMIE – LIVE GRAFFITI PERFORMANCE” è riuscita davvero bene: le vie, i giardini e la piazza del centro storico (non dimentico nemmeno l’argine del fiume Panaro!!!) sono stati invasi dalle tele messe a disposizione ad artisti di talento appartenenti alla classe creativa contemporanea, influenzata dalla cultura dei graffiti. E’ stato davvero entusiasmante vedere nascere queste opere: parlando con alcuni artisti, ho appreso che loro non amano e quindi non partecipano ad un concorso, ma si esprimono liberamente senza alcuna imposizione. E’ stato anche un vero segno di umiltà artistica vedere che sull’argine era rimasta una tela bianca, quindi alcuni writers che avevano finito di esprimersi sulle tele a loro affidate, sono andati insieme a realizzare un’altra opera.

Quella del Writing è una manifestazione sociale, artistica e culturale di notevole rilievo: e proprio per questo sarebbe stato utile poter assistere anche ad una sorta di conferenza/incontro dove poter parlare anche direttamente con gli artisti, per cercare di capire più a fondo la loro necessità di espressione e comunicazione, scoprendo sicuramente molti aspetti interessanti.

Ma questa potrebbe essere un’idea per la rassegna che si ripeterà il prossimo anno, giusto? sì, perchè credo proprio che la riuscita di questo evento lasci delle buone prospettive per il futuro: non voglio dimenticare anche la collaborazione con il Circolo Culturale Fermata23, una certezza di sensibilità e passione.

Chi è curioso, quì può vedere la galleria fotografica della giornata.