Archive for Aprile, 2009

Published by danyli on 29 Apr 2009

Giornata della Danza

Giornata mondiale della danzaQuesto giorno veramente speciale, la Giornata Internazionale della

Danza, è dedicato all’unico linguaggio

che ognuno nel mondo sa parlare, l’innato linguaggio dei nostri corpi

e delle nostre anime,

dei nostri progenitori e dei nostri figli.

Questa giornata è dedicata a ogni dio, guru e antenato

che da sempre ci hanno insegnato e ispirato.

Ad ogni canzone, impulso e attimo che da sempre ci hanno spinto a

muoverci.

È dedicata a ogni bambino che vorrebbe

muoversi come il suo idolo,

e alla madre che gli dice “puoi già farlo”.

Questa giornata è dedicata ad ogni corpo, di qualunque credo, colore

e cultura che

trasmette le tradizioni del suo passato nei racconti del presente

e nei sogni per il futuro.

Questa giornata è dedicata alla Danza, alla sua miriade di dialetti e al

suo immenso potere

di esprimere, trasformare, unificare e deliziare.

© Akram Khan

Published by danyli on 26 Apr 2009

Ho imparato a sognare

 

Ho imparato a sognare,
che non ero bambino
che non ero neanche un’ età
Quando un giorno di scuola
mi durava una vita
e il mio mondo finiva un po là
Tra quel prete palloso
che ci dava da fare
e il pallone che andava
come fosse a motore
C’era chi era incapace a sognare
e chi sognava già

Ho imparato a sognare
e ho iniziato a sperare
che chi c’ha avere avrà
ho imparato a sognare
quando un sogno è un cannone,
che se sogni
ne ammazzi metà
Quando inizi a capire
che sei solo e in mutande
quando inizi a capire
che tutto è più grande
C’ era chi era incapace a sognare
e chi sognava già

Tra una botta che prendo
e una botta che dò
tra un amico che perdo
e un amico che avrò
che se cado una volta
una volta cadrò
e da terra, da lì m’alzerò

C’è che ormai che ho imparato a sognare non smetterò

Ho imparato a sognare,
quando inizi a scoprire
che ogni sogno
ti porta più in là
cavalcando aquiloni,
oltre muri e confini
ho imparato a sognare da là
Quando tutte le scuse,
per giocare son buone
quando tutta la vita
è una bella canzone
C’era chi era incapace a sognare
e chi sognava già

Tra una botta che prendo
e una botta che dò
tra un amico che perdo
e un amico che avrò
che se cado una volta
una volta cadrò
e da terra, da lì m’alzerò

C’è che ormai che ho imparato a sognare non smetterò

© Negrita

Published by danyli on 25 Apr 2009

Il grande Lebowski

Il grande LebowskiAmmetto di avere numerose lacune in tantissimi settori, tra cui quello cinematografico. Un amico mi ha consigliato “Il grande Lebowski“, se devo essere sincera, credo che da sola non l’avrei mai scelto: d’altronde gli amici servono anche a questo, a smentirti, no?

Direi una bellissima commedia surreale scritta e diretta dai fratelli Coen con maestria: tutti i personaggi sono mediocri, ma proprio per questo veri e credibili.

Nell’appartamento di Jeff Lebovski, (”Drugo” per gli amici) disoccupato hippy ultraquarantenne, giocatore di bowling, irrompono due sicari credendo di avere a che fare con un suo omonimo famoso e miliardario. Da quì iniziano mille peripezie, dall’indebito appropriamento di un tappeto, ad un falso rapimento, dal grande amico e compagno di bowling (reduce del vietnam), ai dialogi con il cowboy, alle partite di bowling (mitica l’interpretazione di Turturro nei panni del campione Jesus Quintana), ai viaggi surreali di Drugo.

Un plauso generale alla fotografia, e alla scenografia: le riprese e le inquadrature sono sempre significative; e davvero strepitosi gli attori: sì direi davvero tutti perchè hanno contribuito con la loro interpretazione a dare vita a questa strana “compagnia” che và dal grottesco, al surreale, capace anche di soffermarsi e riflettere di fronte alla morte.

Se proprio vogliamo etichettare una massima per questo film:

accettare la vita come viene, cercando di limitarne i danni…….

Ah, giusto per un collegamento o una sorta di destino (chissà), l’auto di Drugo è una mitica Ford Torino , stessa auto protagonista del film Gran Torino di e con Clint Eastwood.

Published by danyli on 23 Apr 2009

After Dark

After DarkOvviamente non potevo non leggere l’ultimo libro tradotto di Haruki Murakami, After Dark : rispetto alla precedenti opere, questa invece si sviluppa interamente nell’arco di una notte.  Vengono ad intrecciarsi le storie di diversi personaggi: la prostituta picchiata in un love hotel; Takahashi, giovane musicista jazz, che in una caffetteria cerca di parlare con Mari, studentessa di cinese, assai presa dalla lettura di un grosso libro, la quale poi, farà da interprete a quella prostituta, tra l’altro sua coetanea ma così lontana dalla sua vita. Infine l’insistenza di Takahashi riuscirà nelle prime confidenze con Mari: una sorella, Eri, sempre troppo presa dalla carriera che quindi decide di tuffarsi in un lungo sonno volontario.

Non possono mancare le scene surreali e oniriche, tipiche della letteratura di Murakami, come ad esempio quella delllo schermo di un televisore che stà per inghiottire nel nulla l’immagine di Eri , avvolta nel suo letargo, che rischia però di essere gettata in qualsiasi momento nella realtà.

Forse una tra le opere minori di questo artista, ma non per questo di minore importanza: lo stile personalissimo fà sì che il lettore sia sempre appeso e sospeso con la voglia di scoprire cosa accade nel “quadro” successivo. Secondo me in questo racconto non vengono trattati fino in fondo i personaggi, ma sembra essere un aspetto voluto, per dare la possibilità al lettore di “immaginarsi” alcune caratteristiche che portano gli stessi a vivere il proprio destino, per scelta o consecutività alla coincidenza?

Indubbiamente in questo libro la notte rappresenta l’assenza in cui perdersi, un rifugio nel silenzio ma che verrà meno ai primi bagliori dell’alba, come rendersi conto dell’inutilità di un’attesa e l’esigenza di una speranza nella nuova luce del giorno.

Published by danyli on 22 Apr 2009

I love shopping

I love shopping

Ho deciso di evadere da questo periodo denso di eventi tragici, guardando una pellicola davvero divertente “I love Shopping“: premetto che non ho letto l’omonimo romanzo di Sophie Kinsella, da cui è stato tratto il film, e forse è anche per questo che non avendo avuto alcun termine di paragone, sono riuscita a gustarmelo serenamente per quello che è: una commedia leggera e divertente, a volte surreale, ma comunque non priva di argomenti importanti come l’amicizia, la sincerità, la malattia dello “shopping convulso“.

La protagonista, Rebecca Bloomwood, modaiola newyorkese, perseguitata dai debiti, deve affrontare numerose peripezie e disastri (comunque sostenuta sempre, o “quasi”, dalla sua migliore amica). Bellissime le scene dei manichini “tentatori” dei negozi di Vuitton, e vivacissimi gli accessori e abiti di Becky. Già, anche se in tema direi assai comico, vengono trattati aspetti molto attuali come l’incubo dell’esazione crediti,e appunto il legame ossessivo con lo shopping.

Da vedere senza alcuna pretesa, ma per passare un momento sereno, pieno di risate, con un occhio critico alla moda, e perchè no: ammetto che una lacrimuccia mi è pure scesa.(ma chi mi conosce bene, sa che io non faccio testo: oramai sono un “caso irrecuperabile lacrimoso”).

Published by danyli on 05 Apr 2009

My blueberry nights

My blueberry nightsUn film “My Blueberry Nights” (Un bacio romantico), la non consapevolezza di cosa avrei visto, ma appena ho sentito una musica ”Yumeji’s Theme” di Shigeru Umebayashi, non ho avuto dubbi: le stesse sensazioni che provo ogni qualvolta ascolto le musiche e vedo il film “In the mood for love“. Poi ho scoperto essere lo stesso regista di entrambe le pellicole, Kar Wai Wong e quindi non ho potuto fare altro che godermi maggiormente questo momento, e direi che ne sono stata piacevolmente coinvolta.

Non posso tralasciare la bravura degli attori, prima di tutto Norah Jones, sì sì proprio lei, cantautrice di modern jazz, ma che in questa pellicola si è rivelata anche come bravissima attrice, e anche Jude Law che ho apprezzato tantissimo per la sua interpretazione. Questa una vicenda come tante: la fine di una storia con la conseguenza di un lungo viaggio da New York, a Memphis, a Huston. La necessità di un lavoro per potersi comperare l’auto, l’incontro con diverse persone che la (Elizabeth/Norah Jones) faranno riflettere sul dolore appena vissuto, e su una ricerca e crescita personali che la porteranno ad avere una visione più ampia, e perchè no, anche rendersi conto che forse è ancor più legata a qualcuno.

Trovo che il regista sia riuscito anche questa volta, nel suo viaggio nei sentimenti. Dalle sue stesse parole: “Talvolta la distanza tangibile tra due persone puo’ essere minima ma quella emotiva enorme“. Viene messa in gioco la probabilità di avere o meno fiducia nel prossimo, e credere o meno all’immagine che gli altri ci lasciano della realtà.

Non per essere “melensa”, ma voglio ricordare alcune frasi:

….. Chissà quali ricordi si legano alle persone…. rimangono i ricordi che hai lasciato nella vita degli altri o qualche conto in sospeso…..

….A volte se hai la chiave, la porta non si apre comunque….. e se a volte si apre, la persona che stai cercando non è là dietro.