Archive for Dicembre, 2008

Published by danyli on 24 Dic 2008

Firmino

Firmino

Facendo spesa al supermercato, un giorno mi sono imbattuta in questa copertina che mi ha attirato l’attenzione. Ho letto la prefazione e, a mia insaputa, ho scoperto che questo libriccino era un caso letterario. Di norma, non leggo i cosidetti best seller, ma solamente quei testi che mi incuriosiscono per qualche cosa (titoli, copertine, prefazioni….ecc….). Così ho deciso di acquistare Firmino di Sam Savage.

La storia surrealista e straordinaria di un topo che vive e cresce nel mondo umano, facendo proprie le emozioni umane, ma pur quanto sensibile ai massimi termini, rimane sempre un ratto. Non dobbiamo aspettarci da questa storia chissà quale capolavoro (anche se non è così solito vedere un ratto suonare al pianoforte, o perdersi nella visione cinematografica dei film in bianco e nero di Fred Astaire e Ginger Rogers), ma dobbiamo gustarci questo topino, non addomesticato, ma bensì civilizzato dotato di una vena filosofica innata che si ciba di libri, dapprima per saziare la fame corporea e poi quella celebrale “quel che è buono da mangiare è buono da leggere“. Un cosìdetto topo di biblioteca che vive due vite parallele: una alla continua ricerca di una simil specie di fata turchina, che può trasformare il suo essere ratto, in un uomo e poi quella della sua mente fantasiosa, con personaggi fantastici creati in seguito alle infinite letture. Due vite distinte che poi si fonderanno per……(ovviamente lascio la suspance ai lettori).

Sì, un libro interessante per gli argomenti trattati, quali la letteratura, l’essere o non essere uomini, la diversità, la paura degli altri, la capacità di sognare, di emozionarsi…… E non dimentichiamoci che il mondo dentro ai libri, poi è un mondo soprattutto al di fuori di essi…….

Published by danyli on 23 Dic 2008

Solo un padre

Solo un padre

Ho già avuto l’occasione di vedere Luca Argentero nel film di Ozpetek “Saturno Contro” dove mi aveva già dato una buona impressione, che poi si è abilmente riconfermata vedendo la pellicola di Luca Lucinisolo un padre“.

Il film è tratto da un romanzo di Nick Earls “Le avventure semiserie di un ragazzo padre”, che però io non ho letto. E’ la storia di un trentenne che ama il suo lavoro, e adora la sua piccola “fagliolino” di 10 mesi. Purtroppo, dopo il decesso prematuro della moglie, si trova a dover crescere da solo la piccola, circondato però dall’affetto e dall’aiuto di amici e parenti. Però un giorno arriva Camille (interpretata da una magnifica Diane Fleri) che movimenterà un pò la quotidianità.

Indubbiamente vengono trattati argomenti che passano dal drammatico al comico, in un equilibrio tale senza mai cadere nella volgarità. Belle le riprese a tratti distanti e altre volte vicine. Un film commovente e sentimentale che cattura l’attenzione dello spettatore fino alla fine, legata al “senso di colpa” collegata ad una ingiustizia naturale: quella della morte come conseguenza di un amore finito da tempo.

Sì, un film che consiglio perchè racconta una storia di tutti i giorni, che può essere sia al femminile che al maschile, dove ti insegna a far fronte alle proprie responsabilità non rinunciando ai proprio desideri.

Published by danyli on 12 Dic 2008

Once

Once

Per le strade di Dublino si incontrano per caso, un ragazzo irlandese, e una ragazza della repubblica ceca. Apparentemente non hanno nulla in comune, ma entrambi trascorreranno una settimana che stravolgerà la loro vita: lui è tormentato da un grande amore perso e lei sposata con un uomo lontanto, che forse non ama. Grazie alla passione comune della musica, riusciranno ad incidere un disco, ma soprattutto ad aprirsi l’un l’altro attraverso i testi delle canzoni, sfiorando l’anima.

Questa è la breve trama di questo film, Once : indubbiamente una storia semplice dove due solitudini si incontrano, regalando un’atmosfera serena, piena di sentimento e soprattutto di buona musica.

Gli attori-cantanti Glen Hansard and Marketa Irglova sono davvero bravi, e ho pure scoperto che questo film ha vinto l’oscar per la migliore canzone.

All’inizio della proiezione mi sembrava un film strano, forse per le riprese minimaliste, come se non volessero disturbare, così come per le luci, usate all’essenziale, ma poi mi sono fatta coinvolgere dalla melodia, dall’atmosfera, dai grigi dublinesi, dalla voglia di “scoprirsi” attraverso i testi delle canzoni.