Published by danyli on 27 Ott 2008
Kafka sulla spiaggia
Ho letto l’ultimo libro di Haruki Murakami, “Kafka sulla spiaggia” e le mie aspettative non sono state affatto deluse. Mi piace il modo che l’autore ha di costruire le storie, a volte di mondi paralleli, a volte di vicende contemporanee, che potrebbero o non potrebbero interagire fra di loro, rincorrendo però lo stesso obiettivo.
In questo testo vengono raccontate due storie parallele: quella di Nakata, che fugge da un delitto sconvolgente e quella di Tamura Kafka che fugge dal padre e dalla sua profezia. Entrambi partono dallo stesso quartiere di Tokyo, per raggiungere lo stesso luogo.
Ho apprezzato tantissimo la descrizione di questo vecchio, Nakata, capace di parlare ai gatti, dotato di ingenuità, di forza di volontà e soprattutto per il suo modo di interagire con le altre persone/animali, parlando di sè in terza persona. E poi, Kafka, questo quindicenne che affronta la vita con la maturità di un adulto, «uno spirito solitario che vaga lungo la riva dell’assurdo». E non manca l’aspetto fantastico con Johnny Walker, perfido e surreale; la saggezza rappresentata da Òshima, un bibliotecario androgino; l’elemento affascinante, con la signora Saeki, che è rimasta ferma nel ricordo di un passato lontano; e un simpatico Hoshino con le sue piacevoli chiacchierate, camionista che avrà un ruolo fondamentale nella storia. Ma non voglio trascurare i gatti che con le loro personalità, rubano facilmente la scena agli umani.
L’autore de “L’uccello giraviti” ha quella dote particolare di scrittura che ti rapisce, che ti fà vivere in prima persona i suoi racconti, di un mondo reale e contemporaneamente assurdo. Al termine di un capitolo, segue una nuova storia, ma al capitolo successivo viene ripresa quella precedente, lasciandoci con il desiderio di sapere come procede questa che verrà via via ripresa in quello ancora successivo. Quindi non una confusione, non una delusione, ma una suspance di coinvolgimento.
Tutti possono raccontare una storia che assomiglia a un sogno, ma rari sono gli artisti che come Murakami ci danno l’illusione di sognarla. (The New York Times Book Review)
Ed ecco alcune frasi che ricordo:
- “Nella mia vita io do tutto il tempo necessario alle cose ritenute noiose, ma non ne do nessuno a quelle effimere, che prima o poi ti stancano”.
- “Tu hai paura del potere dell’immaginazione. E ancor di più, hai paura dei sogni. Hai paura della responsabilità che potrebbe cominciare nei sogni.”
- “Il silenzio è una cosa che si ascolta.”
- “Il puro presente è il processo impercettibile in cui il passato avanza divorando il futuro. A dire il vero, ogni percezione è già ricordo”.
- “L’io , oltre a essere il contenuto di una relazione, è anche l’atto di relazionarsi in sè”.
- “Ciò che è fuori di te è una proiezione di ciò che è dentro di te, e ciò che è dentro di te è una proiezione del mondo esterno. Perciò spesso, quando ti addentri nel labirinto che sta’ fuori di te, finisci col penetrare anche nel tuo labirinto interiore.”
- “I ricordi ti scaldano il corpo dall’interno. Ma allo stesso tempo ti lacerano dentro.”
- “Tutti perdiamo continuamente tante cose importanti.Occasioni preziose, possibilità, emozioni irripetibili. Vivere significa anche questo. Ma ognuno di noi nella propria testa ha una piccola stanza dove può conservare tutte queste cose in forma di ricordi.Un pò come le sale della biblioteca, con tanti scaffali. E per poterci orientare con sicurezza nel nostro spirito, dobbiamo tenere in ordine l’archivio di quella stanza: continuare a redigere schede, fare pulizie, rinfrescare l’aria, cambiare l’acqua ai fiori. In altre parole, tu vivrai per sempre nella tua biblioteca personale.”
- “Il tempo grava su di te con il suo peso, come un antico sogno dai tanti significati. Tu continui a spostarti, tentando di venirne fuori. Forse non ce la farai, a fuggire dal tempo, nemmeno arrivando ai confini del mondo. Ma anche se il tuo sforzo è destinato a fallire, devi spingerti fin laggiù. Perchè ci sono cose che non si possono fare senza arrivare ai confini del mondo.”
– “Ascolta il rumore del vento.”









