Published by danyli on 09 Set 2008
Un giorno perfetto
Sono andata a vedere l’ultimo film di Ferzan Özpetek, “Un Giorno Perfetto“, perchè i suoi film precedenti mi sono piaciuti molto (Le Fate Ignoranti, Saturno Contro, La finestra di fronte….ecc). Solo leggendo i titoli di coda, mi sono accorta che è stato tratto dall’omonimo romanzo di Mazzucco Melania G., quindi mi limiterò a dare la mia pura impressione evitando i soliti confronti, che comunque le aspettative difficilmente rispecchiano l’immaginazione di un lettore di libri.
Il film racconta 24 ore di una famiglia separata, e di altre persone che ruotano intorno ai protagonisti della famiglia. Può sembrare una trama superficiale, ma in realtà non è affatto così anche per gli argomenti trattati, che purtroppo sono attualissimi, così come ci evidenziano sempre i fatti di cronaca quotidiani. Vengono trattati diversi aspetti: dalla mancata accettazione di essere lasciati, con la conseguenza di fare del male alle persone “un tempo amate”; dalla speranza dei bambini di raggiungere nuovamente l’amore; della nonna che vuole insegnare al nipote ciò che lei non è riuscita (far volare un aquilone, come segno di passaggio dal ruolo di essere bambimo, a quello di adulto); della voglia di risalire e provare a sè stessi che si è in grado di “vivere” e della forza di “cambiamento”.
Un applauso agli attori scelti, e al regista che con quei suoi “primi piani”, sembrava voler catapultare lo spettatore nell’anima del personaggio per fare comprendere pienamente la moltitudine di problematiche che invadono l’essere umano.
Mi sento di consigliarlo, nonostante si esca dalla sala con un groppo allo stomaco, a quelle persone che forse vogliono capire maggiormente alcune problematiche, che di solito si valutano superficialmente limitandosi a dare giudizi superficiali, “tanto solo per aprire bocca”.



