Archive for Marzo, 2008

Published by danyli on 30 Mar 2008

Lasciami andare, madre

Lasciamo andare madre

Ho terminato da pochi giorni un libro che mi ha preso molto “Lasciami andare, madre” di Helga Schneider.

L’autrice racconta in prima persona il confronto con sua madre che ha sostenuto il nazismo indossando la divisa da SS, nel campo più selettivo, quello di Birkenau. Indubbiamente un racconto drammatico di una figlia abbandonata da piccola, i cui ricordi, oltre che di solitudine, di paure, di mancanza di amore sono quelli dell’unico incontro avuto con quella madre, praticamente sconosciuta, avuto 27 anni prima. Ma cosa spinge Helga a voler incontrare nuovamente quella donna? con quali sentimenti? con quali aspettative? Helga che ha rifiutato anche la sua lingua, come un bisogno estremo di purificarsi e prendere le distanze da quel “credo ossessivo” della madre.

Un turbinio di emozioni, di silenzi, di sguardi, di parole tutte d’un fiato….un racconto crudo, ma anche di un’umanità inaspettata, non per l’argomento trattato, ma per questo “filo immaginario” che unisce sempre i figli alle madri.

Consiglio questa lettura, per fare proprie le assurde atrocità commesse che pesano come un macinio sul nostro stato di essere umani, e non perchè “chi è morto non potrà mai più domandare rendiconi...” (dalle stesse parole dell’autrice).

E sempre come Helga scrive: “Ora la storia è tutta qui. La storia mancata di una madre e di una figlia. Una non storia

Published by danyli on 12 Mar 2008

Gianni Cazzola 5ET

Simone Daclon

Sabato 8 Marzo 2007, è stato festeggiato il 1° compleanno del Jazz Club di Cento con un concerto degno di ogni rilievo grazie alla partecipazione del Gianni Cazzola 5ET. La serata è stata davvero piacevole, nonostante il poco afflusso di pubblico (probabilmente dovuto alle coincidenze con i festeggiamenti della festa della donna, e impegni teatrali vari del sabato sera).

Mattia MagatelliGianni Cazzola

Quello che più è emerso da questa serata è stata la regia magistrale che Gianni Cazzola, tra i batteristi più dotati italiani, ha saputo coordinare questo quintetto di artisti molto giovani paragonati ad una bravura e professionalità elevata, che è subito saltata agli occhi, ops alle orecchie, degli spettatori.

Al pianoforte Simone Daclon, le cui dita sembravano danzare su quella tastiera, a volte tranquille e altre volte “impazzite” rapite dall’anima del jazz. Al contrabbasso Mattia Magatelli , che sembrava accarezzare una bellissima donna sinuosa, mentre creava arpeggi artisticamente validi.Humberto AmesquitaEmiliano Vernizzi

Al sax tenore Emiliano Vernizzi, tra i sassofonisti più promettenti del panorama nazionale, di cui si è apprezzata quell’umiltà artistica sfociata poi in un turbinio musicale in sintonia con gli altri strumentisti. E per ultimo, ma non ultimo per la bravura, il giovanissimo Humberto Amesquita al trombone, che ha contribuito con la sua professionalità a creare questo quintetto “armonico” davvero degno di ogni nota.
Gianni Cazzola 5et