Parlamo d'amore

Sapevo di come fosse negativa la critica del film “Parlami d’amore“, di Silvio Muccino, ma non mi sono lasciata condizionare da questo. Anzi, attirata da un’intervista vista in tv, ho deciso di andare a vedere questa pellicola.
Personalmente mi è piaciuta la fotografia, le musiche scelte e la storia: ha trattato argomenti importanti come la dipendenza da alcool, droghe, gioco, ma anche il cercare il proprio posto nel mondo, a fronte di un’infanzia alquanto difficile. Dialoghi tra giovani rampolli, che molti definiscono irreali, ma non ha nemmeno esagerato perchè la vita vera può essere anche peggiore.
I personaggi principali hanno un’introspezione complessa, che forse non sempre è stata trattata a fondo, ma che ha aiutato lo spettatore, sempre secondo me, ad un’analisi personale, forzando i pensieri e, perchè no, raffrontandoli con le proprie esperienze personali.

Sì, forse questo film è una rischiosa scommessa oltre che per la riuscita del film stesso, anche per la possibilità di essere felici nella vita. Felicità che non si ottiene “accontentandosi” o mentendo a sè stessi, per il timore di non voler scavare interiormente nel profondo.

Un film che mi sento di consigliare, ripeto, andando liberi da ogni pre-concetto riguardo il regista, ogni pettegolezzo sul fisico e con la mera intenzione di trovare ogni minimo difetto, ma di immergersi in quella storia, assaporando l’arte della seduzione che Nicole sembra voler confermare a sè stessa, per una sua innata necessità.
Proprio quella seduzione, per lo più assente nel mondo odierno, dove ti incita a conoscere l’altra persona, a saperla ascoltare, scoprire, annusare, soprendere,…..