Archive for Aprile, 2007

Published by danyli on 18 Apr 2007

La casa delle vedove

WaterWater, ambientato nell’India del 1938 quando era ancora colonizzata e agli inizi dell’ascesa del Mahatma Gandhi, racconta la drammatica condizione sociale delle donne indiane rimaste vedove, situazione di disagio che rispecchia un drammatico spaccato della condizione femminile in India tutt’ora presente.

Le vedove anche se talvolta ancora bambine, in base ai Sacri Testi Hindi ed alle tradizioni religiose, hanno tre possibilità di scelta : ardere vive con il coniuge morto, sposarne il fratello più giovane se la famiglia glielo permette o vivere una vita di privazioni e penitenza in un ashram. Ed è questa vita che viene raccontata attraverso gli occhi della piccola vedova Chuyia di otto anni, che con la sua energia porterà una nuova influenza all’interno della casa, e sull’amica vedova Kalyani che si innamora del giovane Narayan, idealista sostenitore di Gandhi.

Il film non denuncia solo la triste realtà alla quale vanno incontro le vedove costrette a rispettare la tradizione e infrangere le regole della moralità, ma dipinge anche i personaggi negativi che traggono profitto da questa situazione, come la matrona a capo dell’ashram che sfrutta la più affascinante delle vedove per guadagnare.

Un film che mi sento di consigliare, perchè oltre ad essere impegnato storicamente e culturalmente, non manca di trasmettere un susseguirsi di emozioni continue: l’acqua, che sia pioggia, o quella del pozzo, o del Gange, scandisce lo scorrere del tempo e degli eventi.

Un elogio particolare anche alla fotografia di Giles Nuttgens e alla musica di Mychael Danna, per non dimenticare questa strepitosa regista Deepa Mehta che ha saputo cogliere l’essenze per le ambientazioni, le ideazioni di alcune scene (come la festa dei colori), la chiarezza dei fiori di loto vestiti di bianco che galleggiano in un fiume di dolore, la luce nell’oscurità…..

Published by danyli on 17 Apr 2007

Uno sguardo sul mondo 2007

proiettore

Anche quest’anno il foto club “Il Guercino” del comune di Cento -FE-, organizza il consueto appuntamento annuale di proiezioni di audiovisivi “Uno Sguardo sul Mondo 2007“. Queste serate speciali sono possibili grazie alla disponibilità e alla sensibilità di grandissimi fotoamatori (grandi sia nell’impegno, che nell’aspetto umano):

Luca Pastorino, proietterà in digitale un viaggio in Tanzania

Odetta e Oreste Ferretti, si cimenteranno in due proiezioni: Ganga e Cina

Luciano Bovina, ci farà viaggiare a Sarajevo e in Bolivia

Ivano Bolondi, ci permetterà di sognare con un viaggio nel viaggio……

Per chi fosse interessato, può scaricare la locandina con il dettaglio degli appuntamenti cliccando quì

Published by danyli on 09 Apr 2007

Bordertown: rompere il muro del silenzio

Bordertown

Un film denuncia, ispirato a fatti di cronaca reale: dal 1993 ad oggi centinaia, anzi migliaia di giovani messicane vengono rapite, violentate e uccise nella “quasi” totale indifferenza generale.
Bordertown è ambientato a Ciudad Juarez, cittadina messicana ai confini con gli Stati Uniti, dove le giovani donne lavoratrici, in seguito anche a ricatti burocratici, sono costrette a lavorare sottopagate in una delle tante fabbriche “maquiladoras“.
Una giornalista, viene inviata a fare chiarezza su una “serie” di omicidi e scomparse che risultano essere ufficialmente 500, ma che realmente lei stessa scoprirà essere 5000!!!
Queste lavoratrici non godono di alcun diritto e non hanno nemmeno la garanzia di riuscire ad arrivare a casa sane e salve dopo quei turni estenuanti lavorativi. Infatti rischiano di essere rapite, violentate, uccise e finire sotterrate in luoghi sperduti, o addirittura in fosse comuni.

Il più delle volte è solamente grazie alla dignità delle madri che vanno a cercare i corpi di quelle figlie rapite da “el diablo”, che vengono restituiti i cadaveri per dargli una degna sepoltura.

Essendo un circolo vizioso e contorto tra corruzione, interessi economici, globalizzazione è possibile immaginare come la verità su questi omicidi sia per lo più tenuta nascosta e insabbiata dalle stesse autorità.
Un film realistico, dannatamente realistico con scene forti, crude che ci fanno riflettere su quanto accade nemmeno così lontanto da noi.

E’ veramente il caso di fermarsi a riflettere, e di trovare la forza necessaria di denunciare fatti come questi casi “irrisolti”.

Un film testimonianza approvato dalla stessa Amnesty International : all’uscita della sala di proiezione, si trovano cartoline da compilare e firmare per sostenere la campagna di queste donne.

E così come il caso del Ciudad Juarez, non dimentichiamoci di tutti quegli avvenimenti di tortura e violenze che affliggono il nostro mondo contemporaneo.

Non facciamo finta di niente, ma ricordiamoci che in una di quelle fosse potrebbe esserci ognuno di noi!!!!