A Brescia, nel bellissimo museo del monastero di Santa Giulia, fino al 09 aprile 2007 potete andare a visitare la mostra Turner e gli impressionisti.
E’ stata davvero una bella esperienza, immersa in un tripudio di colori, di luci, di emozioni, di storia passando da Turner , Constable, Corot, a Van Gogh, Sisley, Pisarro, Guillaumin, Manet, Monet, Cézanne, Gauguin …..
La mostra è suddivisa in 5 distinte sezioni:
- Constable e Turner (dove viene rivisitato il concetto di paesaggio, rispetto ai secoli precedenti. E dove oserei dire, si trova la base di ciò che sarà l’impressionismo. Un risalto alle tele ricolme di particolari, dense di colori e squarci di luce)
- Dall’accademia ai primi sguardi sulla natura (dove viene esaltatato il paesaggio attraverso la Mitologia e le Sacre Scritture. Numerose le documentazioni dei paesaggi italiani, dovuti ai soggiorni dei numerosi Artisti)
- Da Barbizon al primo paesaggio Impressionista (quì ci si trova di fronte ad un netto cambiamento della pittura, dando risalto ai paesaggi francesi come le foreste vicino Parigi e Fontainebleau)
– Paesaggi dell’Impressionismo ( questa sezione, considerata il cuore della mostra, in quanto non si parla più del solo paesaggio, ma di paesaggi. Una raccolta di ben 150 opere, necessarie per raccontare la diversità e la ricchezza di visione di quegli anni. Un percorso dove si rimane letteralmente “estasiati” di fronte ad opere di Monet, Gauguin, Manet, Cézanne e Van Gogh. Pitture che ritraggono la bellezza della natura, fuggevole ed impalpabile, ma anche fragile ed ugualmente dense di forza espressiva)
- Giardino ( ultima sezione, ma non di minore importanza, anzi: l’esaltazione della natura con giardini incantevoli come “Un angolo del giardino a Rueil” dipinto da Manet; giochi di chiaroscuro, alberi in fiori, rilfessi di luce, glicini e ninfee di Monet, così eleganti, delicate e semplici.)
Concluso il percorso espositivo, è possibile poi immergersi nel tragitto che ci conduce ad una distanza di diversi secoli visitando il complesso, sede della mostra, di questo antico monastero benedettino femminile.
Del tutto affascinante passeggiare tra i ritrovamenti e tra i resti degli scavi archeologi, nonchè godere di una breve sosta guardando un filmato che, con una ricostruzione al computer, ripercorre i tempi di allora.

Insomma una giornata piena di tanto, emozioni che esplodono, e anche per questo sono a consigliare una tappa riflessiva alla “Tisaneria“, in Via A.Mario, la seconda traversa a sinistra, uscendo dal museo: hanno un’infinita varietà di infusi, thè e tisane. Un luogo semplice, dove la cordialità e semplicità sono di casa.