Archive for Febbraio, 2007

Published by danyli on 23 Feb 2007

Ivano Bolondi

Per chi capitasse dalle parti di Sant’Agata Bolognese, sono ad evidenziarvi una bellissima mostra del fotografo Ivano Bolondi.
Si tratta di una raccolta antologica del suo percorso fotografico: quì possiamo scoprire l’artista sotto i suoi infiniti e imprevedibili aspetti.
Grazie a lui, alla sua energia, alla sua umiltà, alla sua semplicità, alla sua sensibilità, stò cercando di vedere il mondo in un’ottica diversa fermando i momenti con scatti fotografici.

Ivano Bolondi

Published by danyli on 16 Feb 2007

Porcospini di Schopenauer

porcospino

La scorsa estate, quando ho letto il libro “Un posto nel Mondo” di Fabio Volo, ricordo di come ero rimasta colpita da un racconto che poi ho scoperto essere di A.Schopenauer.
Non so perchè, proprio in questo momento mi sia venuto in mente ma è bello rifletterci sopra:

Una compagnia di porcospini, in una fredda giornata d’inverno, si strinsero vicini, per proteggersi, col calore reciproco, dal rimanere assiderati. Ben presto, però, sentirono le spine reciproche; il dolore li costrinse ad allontanarsi di nuovo l’uno dall’altro. Quando poi il bisogno di scaldarsi li portò di nuovo a stare insieme, si ripeté quell’altro malanno; di modo che venivano sballottati avanti e indietro tra due mali, finché non ebbero trovato una moderata distanza reciproca, che rappresentava per loro la migliore posizione.

Personalmente ci vedo la necessità (che sembra parte integrante del DNA umano) di far parte di una comunità ma contemporaneamente di essere anche sè stessi singolarmente, ed anche l’impossibilità di separare il piacere dal dolore in qualsiasi rapporto sociale.
Credo che bisogna essere sempre sè stessi simultaneamente alle relazioni, avendo presente che ci possono essere momenti piacevoli e momenti dolorosi…..

Published by danyli on 11 Feb 2007

Brescia: Mondrian

Un’altra mostra degna di ogni rispetto è presente in questo periodo a Brescia sempre al museo Santa Giulia, fino al 09 aprile 2007: Mondrian

Piet Mondrian : tutto quello che non ci saremmo aspettati da questa mostra. Sì è proprio così. Viene evidenziata la prima fase lavorativa del pittore, ai molti sconosciuta, per poi concludere con la fase matura delle Composizioni, ai più nota.

Piet MondrianPiet Mondrian

Piet Mondrian

Il percorso espositivo inizia con i paesaggi e disegni dettati dal filone del realismo di allora, seppur con un tocco personale: è d’obbligo citare “La fattoria Geinrust nella foschia” e “Fattoria vicino Duivendrecht” a cui fà seguito la serie dei fiori (girasoli, calle e crisantemi) delle dune e dei fari.

Sinceramente la mia anima è stata rapita dalle rappresentazioni di quei crisantemi: quel tocco sicuro di morbidezza, nel gioco dei chiaro/scuri, nella decisione dei colori. Una nuvola di sogno in cui rifugiarsi.

Piet Mondrian

Il “girasole morente”, mi ha fatto riflettere su un possibile collegamento con i girasoli di Schiele forse con una maggiore tristezza.

Quindi l’interesse si sposta alla sala dedicata agli alberi dove si scorge l’evoluzione artistica del pittore quando inizia ad apprezzare i cubisti, che ritiene che abbiano finalmente scoperto “la vera via” per conseguire la sua “astrazione” che si trasforma in non-oggettività pura, per cui anche i titoli delle sue opere acquisteranno il nome di “Composizione” e non più alberi, mulini e mari.

Mondrian si dedicherà alla semplificazione della natura con l’utilizzo di sole linee verticali ed orrizontali, intese come l’espressione di due forze opposte.

Piet Mondrian

Queste “composizioni” sono molto famose e vengono riproposte in architettura e nel design, le troviamo usate spesso anche nell’ambito della quotidianità. Il percorso espositivo è in effetti completato anche con le riproduzioni degli atelier di Amsterdam, Parigi e New York, proprio per sottolineare i suoi principi artistici anche nella vita di ogni giorni.

Una mostra che consiglio a chi non vuole soffermarsi all’evidenza, ma a chi ama sbirciare, ricercare e capire.
Ripeto, un artista da me molto stimato, a cui aggiungo ulteriore stima per queste mie “nuove” scoperte.

Published by danyli on 11 Feb 2007

Brescia: Turner e gli Impressionisti

ImpressionismoA Brescia, nel bellissimo museo del monastero di Santa Giulia, fino al 09 aprile 2007 potete andare a visitare la mostra Turner e gli impressionisti.

E’ stata davvero una bella esperienza, immersa in un tripudio di colori, di luci, di emozioni, di storia passando da Turner , Constable, Corot, a Van Gogh, Sisley, Pisarro, Guillaumin, Manet, Monet, Cézanne, Gauguin …..

ImpressionismoLa mostra è suddivisa in 5 distinte sezioni:

- Constable e Turner (dove viene rivisitato il concetto di paesaggio, rispetto ai secoli precedenti. E dove oserei dire, si trova la base di ciò che sarà l’impressionismo. Un risalto alle tele ricolme di particolari, dense di colori e squarci di luce)
- Dall’accademia ai primi sguardi sulla natura (dove viene esaltatato il paesaggio attraverso la Mitologia e le Sacre Scritture. Numerose le documentazioni dei paesaggi italiani, dovuti ai soggiorni dei numerosi Artisti)
- Da Barbizon al primo paesaggio Impressionista (quì ci si trova di fronte ad un netto cambiamento della pittura, dando risalto ai paesaggi francesi come le foreste vicino Parigi e Fontainebleau)
ImpressionismoPaesaggi dell’Impressionismo ( questa sezione, considerata il cuore della mostra, in quanto non si parla più del solo paesaggio, ma di paesaggi. Una raccolta di ben 150 opere, necessarie per raccontare la diversità e la ricchezza di visione di quegli anni. Un percorso dove si rimane letteralmente “estasiati” di fronte ad opere di Monet, Gauguin, Manet, Cézanne e Van Gogh. Pitture che ritraggono la bellezza della natura, fuggevole ed impalpabile, ma anche fragile ed ugualmente dense di forza espressiva)
- Giardino ( ultima sezione, ma non di minore importanza, anzi: l’esaltazione della natura con giardini incantevoli come “Un angolo del giardino a Rueil” dipinto da Manet; giochi di chiaroscuro, alberi in fiori, rilfessi di luce, glicini e ninfee di Monet, così eleganti, delicate e semplici.)

ImpressionismoConcluso il percorso espositivo, è possibile poi immergersi nel tragitto che ci conduce ad una distanza di diversi secoli visitando il complesso, sede della mostra, di questo antico monastero benedettino femminile.

Del tutto affascinante passeggiare tra i ritrovamenti e tra i resti degli scavi archeologi, nonchè godere di una breve sosta guardando un filmato che, con una ricostruzione al computer, ripercorre i tempi di allora.

Impressionismo

Insomma una giornata piena di tanto, emozioni che esplodono, e anche per questo sono a consigliare una tappa riflessiva alla “Tisaneria“, in Via A.Mario, la seconda traversa a sinistra, uscendo dal museo: hanno un’infinita varietà di infusi, thè e tisane. Un luogo semplice, dove la cordialità e semplicità sono di casa.

Published by danyli on 01 Feb 2007

Nella Nebbia

Nebbia

© AD – Daniela Alberghini

Strano, vagare nella nebbia!
E’ solo ogni cespuglio e ogni pietra,
né alberi si scorgono tra loro,
ognuno è solo.

Pieno di amici mi appariva il mondo
quando era la mia vita ancora chiara;
adesso che la nebbia cala
non ne vedo più alcuno.

Saggio non è nessuno
che non conosca il buio
che lieve e implacabile
lo separa da tutti.

Strano, vagare nella nebbia!
Vivere è solitudine.
Nessun essere conosce l’altro,
ognuno è solo.

© Hermann Hesse