Archive for Gennaio, 2007

Published by danyli on 28 Gen 2007

Arte in Fiera

Arte Fiera BolognaAnche quest’anno sono rimasta fedele all’appuntamento consueto con Arte in Fiera a Bologna.
Per me è sempre un vero piacere fare un full-immersion in questi padiglioni, dove si respira arte da tutti i pori.Fermarsi, osservare, cercare di capire, ma anche non capire….e sì, pure criticare, perchè non mancano nemmeno le critiche.

Cosa mi aspettavo?
Arte Fiera BolognaBhè,sicuramente delle novità: purtroppo devo ammettere che sono rimasta un pò delusa, in quanto di vere novità proprio non se ne sono viste. Ho anche letto dell’esclusione di “colossi” dalla fiera, gallerie storiche che, per non si capisce quale mossa manageriale, sono state tagliate da questo evento.
E dire che parlavano di questa fiera come di un’edizione importante, perchè a settembre a Shangai ci sarà il lancio ufficiale, guardando ad oriente appunto, di Shcontemporary.

La fiera d’arte di bologna è storica in quanto non è mai stata considerata una “Galleria”, ma appunto un luogo di scambio dove ci si può confrontare sia sui miti di sempre che sulle nuove correnti e ideologie. E spero che tutto questo, passando il tempo, non vada a scemare solo per assecondare questo o quel “profitto”.

Published by danyli on 27 Gen 2007

MEMO: giorno della memoria

MEMO

Copertina: olocausto in filigrana
d’uomini e donne e bambini,
e larve d’uomini e donne e bambini
abbracciati a resti d’uomini donne bambini
su trama di cartoncino stinto.

Interno: un blocco di veline leggere
sfumate di grigio, come di fumo lieve,
come di cenere impalpabile, essa
che ancora parcheggia nei nostri cieli
e a volte cerco la tua nuvola e il tuo pensiero
che scende su di me in lacrime di pioggia.

Se questo è un uomo, o una donna
o un bambino, che piange sulla mia pelle,
e il tam tam delle gocce nel dolore mi risveglia
dal torpore di un giorno qualunque.

Se questa è una donna d’oggi che spera ancora,
mentre si trascina ancora con la memoria
verso la porta calda, che immagina ancora possibile,
mentre attende la frescura di un’acqua amica,
di sfinire nel sottile ardore di un forno,
innocente oggetto del terrore d’uomini
senza umanità, senza speranza di resurrezione.

Un memo per la mia memoria o la tua o la sua,
di tanti che affoghiamo nel niente i giorni
del tempo che trascorre, e porta infissi i segni
della dimenticanza e labili le voci della storia.

Se questo è un bambino che tra grandi occhi,
grandi di patimento e abbandono e fame,
inebetito accoglie inebetito
il dono del mio ricordo,
o il grido che tengo dentro per decenza,
ma stordisce, per prima me stessa,
poi l’aria pigra.

Un memo ho costruito di voi, memo
di mente e di coscienza, dove sfoglio
la vostra pelle, i vostri scheletri,
le vostre parole, parole sopravvissute
al silenzio, che resistono. Che resistano.

E mentre nel memo della memoria
manovro tra fogli fragili di cenere
e istantanee che ancora odorano
di carne bruciante, mentre cerco di essere
umana e memore d’ogni orrore,

allora incontro memorie di bambini
che lanciano pietre e ridono dallo schermo
che gli carpisce il godimento del gioco,
travolto da altre ragioni e interessi. Abita
in Palestina la memoria di lei, che scelse
di esplodere, lì senti il rullio dei mitra
e il sobbalzare del muro all’avanzata
dei carri armati che mimano alberi e prati,
che intanto travolgono case e quotidiani
bisogni e sogni.

E il volto del piccolo africano che mosche
invadono e succhiano, mentre profili
di seni prosciugati, vano placebo,
gli offre la madre, alla vigilia della morte,
lo fa, tutto questo orrore, compagno
in ricordi impazziti
del piccolo ebreo che conobbe
la sua stessa fame e la sua morte.

In ogni luogo la mia memoria, astuta,
in piccoli spazi organizza frammenti d’immagini
del nostro tempo, violente e tremende:
schedari d’orrore si assestano nei giorni,
così imparo che ogni giorno
è giorno della memoria. Sia giorno
della memoria.

© Lorenza Colicigno

Giorno della Memoria

© AD – Daniela Alberghini

Published by danyli on 25 Gen 2007

Copyright sulla cultura

copyright

Vorrei porre all’attenzione dei lettori di questo blog una recentissima sentenza che, in base alla legge dei diritti d’autore (Legge 22/4/1941, n. 633), ha ritenuto giusto multare un appassionato d’arte che ha pensato di mettere sul proprio sito delle riproduzioni fotografiche di opere d’arte.
L’articolo completo potete leggerlo sul sito di Punto Informatico, cliccando quì.

E SIAE conferma quanto segue, sempre secondo l’articolo di Punto Informatico : “Si possono includere nel web fino a 2 immagini tra quelle fornite nella cartella stampa, per diritto di cronaca quindi su siti che appartengono a testate registrate. Qualsiasi altro uso è punibile. Per gli artisti emergenti servono liberatorie firmate con espressa citazione della durata, altrimenti le immagini vanno rimosse dopo l’evento”.

A questo punto sarebbe utile ragionare sul fatto se sia davvero “illecita” una semplice passione atta a divulgare, senza alcun scopo di lucro, una pura coscienza culturale.

Ma allora, quanti utenti della rete possono davvero sentirsi tranquilli?

Published by danyli on 23 Gen 2007

Pimpa o Kusuma ?

Chi di voi non è mai stato “catturato” dalla mitica e coloratissima PIMPA?
Voglio sperare che non siano in molti a non aver goduto delle sue avventure, ma nel caso potete scoprire di chi stò parlando, cliccando qui.

Yayoi KusumaTutto questo per iniziare a parlarvi di un’artista contemporanea giapponese, Yayoi Kusuma, le cui installazioni…… di primo acchito mi hanno fatto proprio pensare a questi cartoni animati. Nonostante fosse fin’ora a me sconosciuta, la signora Kusuma ha già raccolto numerosissimi riscontri artistici e ha collaborato anche con diversi artisti contemporanei: dal musicista Peter Gabriel, al fotografo Nobuyoshi Araki, fino allo stilista Issey Miyake.

La sua caratteristica principale è la rappresentazione ossessiva di ciò che la tocca e la turba, con l’utilizzo del colore, specchi che moltiplicano gli spazi, luci e infiniti pois colorati o fluorescenti, curati nella loro disposizione quasi in maniera maniacale.
Lo spettatore poi, si trova a camminare in una stanza piena di forme enormi (ed è proprio questo che mi ha fatto pensare anche alla meravigliosa famigliola di BARBAPAPA’ : chi di voi non ha sognato con le peripezie di barbarba, o lo stile raffinato di barbabella?).

Yayoi KusumaIndubbiamente la vita di questa artista è raffigurata all’estremo anche nei suoi lavori: vita che ha conosciuto la depressione e l’ha anche portata alla scelta di vivere in un ospedale psichiatrico.
Chi apprezza in maniera positiva i suoi lavori, credo sia perché ha ancora la voglia di viaggiare con la fantasia, un sorta di isola felice di Peter Pan….. ma ricordiamoci che non può essere un antidoto esclusivo a questa nostra realtà fin troppo imprevedibile, piena dei suoi aspetti positivi, ma anche contraddittori.

Una cosa bella di quest’arte contemporanea, oltre a poter cogliere gli aspetti differenti e le linee che inducono l’artista alla sua espressione, sicuramente è poter entrare in contatto anche fisico, con le creazioni.

Published by danyli on 13 Gen 2007

Interneide

Dopo aver letto il primo libro di Pietro Sergi, mi sono automaticamente immersa in questo viaggio “irreale”, ma che tanto irreale non è, chiamato dallo stesso autore “Interneide“.
InterneideGià l’immagine della copertina incuriosisce assai per i dettagli e i particolari bizzarri, che solleticano ancor di più la fantasia di ognuno. Quindi procedendo con la lettura, lo spettatore viene catapultato in un viaggio avvincente, dove vengono ironizzati questi “nick” e multinick anche con collegamenti alla vita odierna e reale (vedi google), impegnati a ricostruire un “regno” simile a quello precedente da dove sono stati costretti a fuggire. Questi Sfiganauti sono impegnati tra vizi e virtù come nel mondo vero, e quindi presi da liti per raggiungere la propria soddisfazione, anche egoisticamente (ma ricordiamoci che non sempre l’egoismo è solo puro aspetto negativo). I nostri “eroi” (ma sono eroi?) riusciranno nel loro intento? ovviamente non voglio svelare nulla.
Ma l’aspetto che fà riflettere, è anche questa necessità di creare dei multinick in base alle circostanze, ma in ogni modo “apostrofi virtuali” che hanno pur sempre qualche caratteristica del proprio ideatore.

Per quanto sia uno “strano viaggio nel tempo” è attualissimo, e mi sento di consigliare questo libro ai costanti frequentatori di forum, chat, blog e reti virtuali, ma anche alle persone che non “masticano” quotidianamente click, nick o quant’altro, per far conoscere e riflettere su un mondo “fantasioso” in cui ci si può perdere per la ricerca di propri ideali e valori che non si trovano nella vita “reale”. O forse che non si ha la volontà di trovare e/o accettare, ed è preferibile nascondersi dietro le proprie fantasie.
Ma non voglio tralasciare nemmeno l’aspetto “goliardico” e a volte al limite dell’assurdo: ma, dalle stesse parole di Pietro, questo scritto invita a “ridere per non piangere“.