Published by danyli on 29 Ott 2006
Schiele, Klimt, Kokoschka e gli amici viennesi
l Mart di Rovereto ospita una mostra sull’espressionismo fino al all’8 gennaio 2007: “Schiele, Klimt, Kokoschka e gli amici viennesi“.
Si tratta di una raccolta di 120 opere provenienti dall’ Österreichische Galerie Belvedere di Vienna e altri prestigiosi musei austriaci e tedeschi. Protagonista di questa mostra è Egon Schiele (1890-1918), che a dispetto della sua breve esistenza, stroncata a 28 anni dalla febbre spagnola, ha lasciato un segno indelebile nella storia della pittura. L’altra personalità di rilievo è Gustav Klimt (1862-1918), maestro del giovane Schiele e autore di dipinti preziosi, caratterizzati da linee morbide e decorazioni vegetali.
Inizialmente, il mio entusiasmo per questa mostra si era un pò smorzato, perchè forse attratta dalle opere di Klimt, che in proporzione sono davvero poche. Ma poi sono stata attirata da quest’artista che non conoscevo: Egon Schiele, con quella sua arte innovatrice per quei tempi, caratterizzatta da tratti netti, colori stridenti e immagini realiste. (mi sono anche fermata a riflettere sulla netta differenza, sebbene vissuti in epoche diverse, ma entrambi deceduti in età giovane, con Jean-Michel Basquiat : ambedue hanno rivoluzionato in qualche modo l’arte dei propri tempi, sicuramente anche influenzata dagli avvenimenti personali. Ma, contrariamente alle opere di Basquiat, quelle di Schiele mi hanno comunicato sensazioni particolari, nei tratti profondi, nelle immagini imponenti: i dettagli delle mani e i contorni dei visi hanno attirato sorprendentemente la mia attenzione).
Non mi permetto di fare un confronto con la famosa opera di Van Gogh, ma l’opera “I girasoli I” di Schiele mi è piaciuta particolarmente: sembrano girasoli oramai “ubriachi di sole”, lasciati con il loro splendore nel colore, ma si fanno scuri, solitari, muti….quasi senza tristezza.
Un’altra piacevole scoperta è stata quella dell’artista Max Oppenheimer, con due opere che mi hanno permesso di volare con la fantasia, e provare vibrazioni armoniose. Un quadro di un pianista, le cui dita sembravano danzare su quel pianoforte, e percepire i suoi pensieri accesi da quei raggi luminosi. Così come il quadro di quel dettaglio di mani su violini: altrettanto vitale, quanto interessante proprio l’inquadratura scelta.








