Archive for Giugno, 2006

Published by danyli on 24 Giu 2006

La virtù femminile

Premetto che sono negata per ricordare nomi, titoli….eccc….
Un giorno, rifugiata in libreria, sono stata colpita prima di tutto dalla copertina di questo libro, e poi anche dalla prefazione.

Sì, io adoro perdermi nelle librerie, essere “adescata” da tutto quello che ti comunica…. mi piace soffermarmi in un angolo, aprire un libro per pura intuizione, e se inizio già ad immedesimarmi quel libro è mio.La virtù femminile

Quando è stato il momento di iniziare a leggere “La virtù femminile”, mi sono accorta che c’era qualcosa che conoscevo già e mi sono stupita quando ho visto che l’autrice Harumi Setouchi è la stessa che ha scritto la mia precedente lettura “Il monte Hiei

Quì è possibile leggere una presentazione del libro assai dettagliata.

Io volevo solo fissare alcune righe del libro su cui si potrebbe veramente parlare senza fine:

…..
La relazione di un uomo con una donna ha molti lati misteriosi, impossibili da valutare con la ragione e con il buon senso.
…..
ho capito che al mondo non esistono creature più sovrannaturali e dotate di misteriose virtù delle donne…..

Trovo che sia un libro attualissimo che forse potrebbe far conoscere in parte la mentalità femminile, ma soprattutto la forza di agire, di contraddirsi, di riprendersi e di essere sè stessa con le proprie passioni e debolezze. Il tutto in questo mondo magico che è l’oriente, con questi kimono meravigliosi, la cui descrizione ti fà desiderare di averne uno, e di sentirti così sensuale.

Published by danyli on 21 Giu 2006

parla con lei

Finita una giornata di lavoro, pesante sia psicologicamente e aggravata dal caldo e dall’afa.La stanchezza non mi permette di godere della lettura del libro che mi stà prendendo anima e corpo, e così azzardo l’accensione della TV, sapendo che non c’è mai nulla di decente, se non a notte fonda….(ma forse chi elabora le scalette televisive, non si rende conto che se ci si alza alle 6.00 del mattino, difficilmente si riesce a guardare un programma che và in onda alle 2.00 di notte…ah….già dimenticavo….. a loro interessa più la guerra “audience”, piuttosto che dare una linea di cultura……)Una serata un pò malinconica, e forse non so nemmeno il perchè, o forse sì….. ma mi perdo in un film, che sembra condire bene questa mia malinconia: Parla con Lei” di Pedro Almodovar.
Personalmente trovo che Almodovar abbia quel dono di evidenziare nei suoi film i sentimenti di ogni giorno, ma anche i drammi famigliari, con quel dovuto rispetto ma con quell’intensità necessari che ti entrano nel profondo; non tralasciando la fotografia e le musiche, oserei dire, incisive, che risaltano in tutte le sue creazioni.Tornando alla film, sono stata rapita, oltre che da tutta la trama, da un momento particolare e struggente, dove a stento le lacrime non scendono, e dove si mette in atto tutto quel meccanismo psicologico che ti prende dentro, in una morsa al cuore.Caetano Veloso che cantava ” Cucurrucucù Paloma“L’atmosfera magica, quel teatrino “casalingo”, quelle parole cantate e a volte sussurrate…..Non sapevo il significato di quelle parole, ma hanno alimentato la mia malinconia, facendo sfiorare cose un pò tristi…… La mia curiosità, mi ha spinto a ricercare la traduzione di quel testo, per capire….capire come a volte, anzi spesso, se non sempre, la musica in ogni sua lingua, sia universale, comunicando emozioni.Colomba

Dicono che durante la notte non se ne andò più via piangendo

dicono che non mangiava non se ne andò più via tormentato

Giurano che lo stesso cielo si sia straziato sentendo il suo canto come ha sofferto per lei e anche alla sua morte la stava chiamando:

Ay, ay, ay, cantava ay, ay, ay piangeva ay, ay , ay cantava di passione mortale moriva

Che una colomba triste di mattino presto gli và a cantare alla casina sola con le sue porte aperte

giurano che questa colomba altro non sia che la sua anima che spera ancora che la sfortuna torni indietro

Cucurucucù colomba cucurucucù

non piangere Le pietre giammai, colomba, che possono sapere dell’amore?

Published by danyli on 17 Giu 2006

Serata di note

Dopo una settimana di lavoro, l’arsura dell’afa (era ora che arrivasse l’estate, ma forse il passaggio è stato troppo repentino…)…. venerdì sera,…..restare a casa lottando con “Zanzara tzè tzeè non avrai il mio scalpo” o uscire in bicicletta per una passeggiatina, con la brezzolina della campagna, che forse ti rende appicicaticcia tutta??
Ok, sì per l’uscita in bici (adoro la bicicletta), ma la direzione è il Ghetto di Cento, seicentesco ma restaurato di recente, offre una serata musicale direi interessante.

Ghetto
Non so perchè ma ero sicura che si trattasse di una serata jazz, ma sono stata “piacevolmente” smentita quando ho visto che ad esibirsi era un gruppo acustico: Erika Biavati e The Clan
Non sono una critica musicale e quindi non posso permettermi di dare opinioni, ma una cosa è certa: questo trio mi è arrivato dentro!!!
Oltre a cantare cover, si sono esibiti in canzoni scritte da Erika, e devo dire che il risultato è stato ottimo. Quell’atmosfera di “Voglio solo la magia”, e quell’intensità di “La luna ha paura del buio”. Non meno importante la performance di “Madame la vie”: quella sensualità che a volte solo il francese permette…

La serata è proseguita con un gruppo folk, originalissimo, Les Irlandiis ,
Sicuramente hanno contribuito a rallegrare l’atmosfera anche con la loro capacità cabarettistica. E poi è sempre un piacere ascoltare le melodie irlandesi, come la magnifica “Carrighfergus”….

Che dire:
una bella serata dove è un piacere godere delle passioni vere!!!!

Published by danyli on 12 Giu 2006

Buongiorno !

IncontroQuesta mattina, sebbene sia lunedì con tutta la pesantezza che comporta iniziare la settimana lavorativa, ho proprio ricevuto un buongiorno.

Era esattamente dallo scorso 23 Marzo, “Incontro quotidiano”…, che non vedevo più Lui, Lei e il Cagnolone. Era molto triste quell’incrocio di sguardi oserei dire “incompleto”; perchè pessimista come sono, mentirei se non dicessi che ho pensato anche al peggio. Dentro il cuore però speravo, o volevo convincermi che non fosse così.
Bhè, questa mattina ho avuto la piacevole sorpresa di vedere la “famigliola” al completo: sì, lei però era in bicicletta, e forse è conseguenza di una probabile convalescenza, almeno è una mia supposizione.

E’ stato davvero un buongiorno che mi ha rasserenata, e questo mi ha fà sperare che sia stato anche un buongiorno per una cara e sensibile amica, che stà attraversando un periodaccio. (spero ti sia arrivato il mio buongiorno carico di energia).
Ritrovati, e continua più forte di prima!!!!!

Piacevole godere delle piccole cose, genuine e sincere:
…… forse a volte, il solo fatto di convincerci affinchè qualcosa segua o meno un determinato percorso, agevola la ns. predisposizione psicologica, e il risultato sarà sicuramente positivo per un’ottima riuscita.

Un sorriso.

Published by danyli on 11 Giu 2006

La corda sensibile di Magritte

La corda sensibile

Sono io un bicchiere enorme di cristallo,
la corda sensibile
che può spaccarsi nella tensione
oppure dilatarsi nella sua trasparenza ,
per accogliere un pezzo di cielo ?

Può il cielo entrare in un semplice bicchiere ?
Soltanto nella vita onirica
oppure anche nella realtà?

Ma qual è la realtà
se la vita ha estraniato tutta la sua materia da me,
catapultandomi nel sogno?

Posso io dimorare in una nuvola ?
Oppure l’oggetto estraneo sono sempre io ,
un bicchiere di cristallo
in un ambiente equilibrato che non gli appartiene?

Eppure dilatando il sogno,
l’irreale può trovare la sua armonia
e non vivere nel disagio.

Ma il cielo deve fermarsi,
impietosirsi nel vedere la trasparenza del vetro,
coglierne la consistenza,
sentendolo pari a sé.

Il bicchiere è pronto per la sua offerta
e sa bene che una cosa è l’aria,
una cosa è il cielo.

Non sono io l’estranea
ma è il cielo che deve decidere se entrare in me.

Perché il cristallo è così fragile?

© Silvia Ovis

Published by danyli on 11 Giu 2006

Magritte a Como

Non so perchè, ma gli artisti che appartengono al movimento dei Surrealisti hanno sempre incontrato la mia più grande attenzione.

Mostra Renè Magritte

A Como, precisamente a Villa Olmo, fino al 16 luglio 2006 c’è una bellissima mostra in onore di Renè Magritte.
Credo sia l’ultima occasione per ammirare in Italia 80 opere dell’artista, perchè dal 2007 ci sarà la possibilità di vederle solo a Bruxelles.

Il luogo espositivo, Villa Olmo, è a dir poco magnifico:
si affaccia sul lago di Como, con un giardino curato nei minimi particolari, dalle aiole, alle sculture;
per non dimenticare le Sale: quegli affreschi che vien voglia di toccare, qull’intima ma raccolta atmosfera che un pò fà sognare…..

Renè Magritte

Il titolo della mostra, fà riferimento alla serie di quadri “L’impero di Luci dove non vediamo contemporaneamente la notte e il giorno, ma un paesaggio notturno sotto un cielo diurno.
Magnifico!! Era impossibile staccarsi da questo quadro.

L'impero di Luci

Il volto del genio

Sono stata colpita anche da diverse opere come
Il volto del genio“, “La magia nera” dove viene rappresentata la figura di sua moglie Georgette in una policromia di colori talmente miscelati bene che non se ne percepisce il distacco, e dalla sinuosità del corpo femminile….;”L’isola a Trésor dove mi ha colpito l’affermazione di Magritte :”se possono fiorire le donne, allora possono farlo anche gli uccelli“……;
Il Giardino Segreto“; “La pagina bianca“;”Bel canto“……

bhè, mi fermo quì……anche perchè mi sono accorta che pian piano stavo elencando tutte le opere.

Sì, mi piace per il suo modo “semplice” di rapire l’attenzione dello spettatore in un viaggio onirico…… E come diceva lui: non bisogna per forza dare un significato a ciò che si stà guardando. E’ come voler entrare dalla finestra, mentre io apro la porta…

Published by danyli on 04 Giu 2006

Mare

Onde

© AD – Daniela Alberghini

“Stendi i tuoi occhi sull’oceano,
Stendi la tua anima sul mare,
Quando la notte oscura sembra senza fine,
Ti prego, ricordati di me”.

- ” Dante’s Prayer” Lloreena Mckennitt -

Published by danyli on 04 Giu 2006

Il Fotografo…

Click
Il fotografo rivaluta la figura.

La differenza tra un fotografo e un comune artista sta nel fatto che un qualsiasi soggetto può diventare alter ego dello stesso soggetto dando vita a un personaggio al quale il soggetto stesso deve rimanere fedele.

E’ questa la grande fatica dell’ immagine che sta esattamente alla divina sapienza come il sospiro sta all’ amore.

Niente è più deleterio dell’ immagine e niente è più resistente.
Il fotografo consegnerà ai posteri una sua interiorizzazione, una realtà che spesso sfugge alla persona stessa.

E’ questo il mistero della fotografia che ha reso celebri molti poeti e molti artisti.

© Alda Merini

Published by danyli on 03 Giu 2006

De Pisis

Ferrara, ha voluto ricordare De Pisis con una mostra interamente dedicata a lui, a Palazzo dei Diamanti.
De Pisis
Approfittando dell’entrata gratuita, ho voluto comunque immergermi nel mondo di questo artista, il cui modo di dipingere mi è proprio lontano.
Ho voluto osare, cercando di capire, leggendo tutto….osservando…..ascoltando.

Purtroppo, ho avuto la conferma che quest’artista è veramente distante dal mio modo di percepire:
in tutta la mostra vista, mi hanno colpito 4 o 5 quadri….. il fatto è che non apprezzo come lui incentra l’attenzione del lavoro, e quindi anche quella visiva dello spettatore, soprattutto e quasi esclusivamente sul soggetto principale, tralasciando il contorno, che per lo più diventa piatto…..

Il quadro quì a fianco Rosa nella bottiglia è tra i pochi che hanno attirato la mia attenzione.

Forse non ho le basi culturali giuste per permettermi una critica, ma questa è solo la mia sensazione uscita dalla mostra.
E forse sono “abituata” a cogliere ogni minimo dettaglio in “ogni” angolo dei quadri di Dalì, di De Chirico, di Chagall, di Magritte….eccc…. Che come dire, le visioni artistiche di De Pisis mi hanno lasciata un pò vuota.

Sono sempre disponibile se qualcuno ha la sensibilità di farmi capire cosa non riesco a comprendere e vedere nelle opere di questo artista.