
In una giornata piovosa, di quelle che a volte, lasci che passino così amorfe!, ho ricevuto l’invito di andare a visitare una mostra di un’artista a me sconosciuto.
Gino Covili, “Gli occhi della Vita” a Modena – Foro Boario
Sono rimasta piacevolmente colpita da questo artista:
nato e cresciuto a Pavullo (Mo), raggiunti i 50 anni e una stabilità lavorativa, ha potuto dedicarsi nel tempo libero a questa sua “ragione di vita”.
All’inizio della mostra si può assistere ad un filmato, dove vengono riassunti i cicli espositivi e le fasi delle opere dell’artista, una sorta di “comò” con i vari cassetti delle stagioni dei ricordi.
Poi si inizia il percorso, cullato dalle note di Yan Tiersen ( a cui io sono particolarmente affezionata):
sono stata presa subito da queste ottiche e visioni un pò fuori dal solito, da questi personaggi “maestosi” con queste mani e piedi possenti, come voler evidenziare la forza di questa vita contadina. Sì perchè quello che Covili ci vuole trasmettere, è proprio la civiltà contadina delle sue origini nei diversi aspetti:giochi, gare, balli, riunioni tra uomini e donne, e le celebrazioni religiose.

Bellissima l’umanità nel rapporto tra uomo e animale, inteso come rapporto di solidarietà.
Mi è piaciuto tantissimo come utilizza le tecniche miste per esaltare i peli degli animali (sembrano tridimensionali: un senso di morbidezza che vien voglia di toccare le tele), la profondità degli occhi dei personaggi, e la natura nei minimi aspetti.

Molto profondo è il ciclo degli “Esclusi”, uomini messi ai margini dalla società colti nella loro solitudine: uomini come noi, rappresentati non nelle tenebre, ma nella luce come voler dare loro una speranza.
Queste opere curate nei minimi particolari, ricolme di tanti dettagli ( mi hanno fatto tornare piccola, rivivendo le giornate in campagna con le mie zie, piene di tanta allegria e semplicità). Bellissima la tecnica del colore: il contorno del contadino, nella tonalità del giallo sole, rafforza la sensazione per lo spettatore dell’arsura del sole d’estate; un’omogeneità cromatica, mantenuta anche se vengono utilizzati colori contrastanti fra loro.
Una bella mostra che mi è rimasta dentro…….