Per me è già difficile guardare la TV, in quanto prediligo altro….. Ma un giorno sono stata catturata dalle immagini dei provini di questo film “Il Grande Silenzio“.Quando ho letto alcune recensioni, ancor di più. Il regista del film, ha dovuto aspettare più di 10 anni dalla sua richiesta di poter riprendere la vita dentro il monastero dei monaci certosini. E quando gli è stato concesso il permesso, ha vissuto sei mesi all’interno del monastero, armato solo di una telecamera e di una cinepresa super 8. Ha fatto tutto da solo: sceneggiatore, produttore, regista, operatore, fonico e montatore. Niente luci artificiali, niente musiche, niente voci fuori campo.

Solo in completo silenzio
si comincia ad ascoltare
Solo quando il linguaggio scompare,
si comincia a vedere
Sì sono andata a vedere il film, e sono contenta di esserci andata.Per vedere questo film non bisogna essere credenti nè mistici, ma come dice il regista, basta saper rinunciare a una “storia”, per entrare in un tempo a parte, in uno spazio, in un ritmo lievissimo.Forse, proprio come dice Carlo Dignola (”L’Eco di Bergamo”-22 gennaio 2006) la macchina da cinepresa è riuscita a “mostrare qualcosa di ciò che i monaci stessi vedono”.
Mi è piaciuto?
Sì….ho apprezzato tanto quelle scene “volutamente” sgranate per mantenere quella distanza rispettosa…….Ho conosciuto un aspetto del vivere la vita in maniera assolutamente diversa.
Sinceramente non credo che faccia per me: non riuscirei mai a non ascoltare la musica, a leggere, al semplice saluto di chi posso incrociare sul mio percorso….. Ma in ogni modo rispetto chi fà queste scelte.
Forse vedo il tutto un pò in maniera egoistica…….. ma è sempre e solo una mia visione personale.La vita è bella, e deve essere affrontanta anche nei suoi aspetti negativi…. e non evitata!
Cmq non mi dispiacerebbe affatto fare un giretto in quei luoghi delle alpi francesi…..