Published by danyli on 26 Feb 2006
Archive for Febbraio, 2006
Published by danyli on 17 Feb 2006
Note di musica
A volte mi capita di riflettere senza accorgermene, e di essere trasportata dalla musica…..
Così come a volte mi capita di essere attratta dalla musica, e solamente dopo di fare attenzione al testo che completa la sinfonia…..
prima sono stata presa da questi due brani di David Sylvian :
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“Blackwater“
Hold you in
A sea of silence On the borderline of truth Open violence I see no sign I see no place i’ve loved Depending on the signs To fine the roadBlackwater take me with you To the place that i have spoken Come lead me through the darkness To the light that i long to see again I walk with you I see her cry Blackwater take me with you |
“Ride“
Messages ran all over town
Words without sound Condemned me And left me for dead All over again It wasn’t the first time, but this time Things will never be the sameRide, ride the very thought into the ground In the church of the lost and found The angels cry Ride, ride until the darkness closes in Until the ravaged soul begins To reflect the open skies, ride The chapel was burned Time and again Ride, ride the very thought into the ground In the thick of the woods Ride, saddle up your thoughts and run to ground |
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Published by danyli on 14 Feb 2006
La leggenda di San Valentino
La Chiesa cattolica indica ben tre diversi San Valentino, tutti martiri e tutti celebrati il 14 febbraio.
Un San Valentino fu sacerdote ai tempi dell’antica Roma e fu martirizzato nel 269 o 270 d.C., durante le persecuzioni ordinate dall’Imperatore Claudio. Il suo corpo fu seppellito lungo la Via Flaminia.
Un altro San Valentino fu Vescovo di Terni. Venne imprigionato, flagellato e martirizzato lungo la Via Flaminia il 14 febbraio 273 d.C. Le sue spoglie furono trafugate dopo qualche giorno da un gruppo di fedeli e riportate a Terni, che ancora oggi le conserva.
Le storie di questi due personaggi sono riportate su testi molto antichi e sembrano confondersi l’una nell’altra. Intorno al personaggio di San Valentino sono infatti nate numerose leggende. Si narra ad esempio che celebrasse matrimoni segreti tra coppie cristiane durante il periodo delle persecuzioni.
La Chiesa parla anche di un terzo San Valentino che morì in Africa con un gruppo di compagni, ma non si sa praticamente null’altro di lui.
Un’altra leggenda parla di un medico cristiano che si chiamava Valentino e che riusciva a guarire molti malati grazie alla fede. Durante le persecuzioni venne imprigionato e divenne amico della figlia del suo carceriere, che era cieca. Egli usò i suoi poteri per curarla dalla cecità. Prima di venire ucciso il 14 febbraio riuscì a dare alla ragazza un messaggio, firmato “dal tuo Valentino”. Si trattava del primo Biglietto di San Valentino!
Un’altra dolce leggenda, per chi non vuole smette di credere alle favole:
San Valentino, sentendo un giorno bisticciare due giovani fidanzati andò loro incontro tenendo in mano una bella rosa.
Il capo canuto, il volto sereno e sorridente del buon vecchio e quella rosa, tenuta in alto col gesto di donarla, ebbero il magico potere di calmare i due innamorati in lite.
Quando poi egli, donando realmente quel purpureo fiore, volle che tutti e due insieme stringessero il gambo con cautela per non pungersi e spiegò il “cor unum” di due persone sposate, l’amore era tornato come prima.
I due tornarono poi da lui finchè non fu proprio il Santo Vescovo a benedire il loro matrimonio felicissimo. La cosa si riseppe e allora fu una processione ad invocare il patrocinio di lui sulle famiglie da fondare. Il Vescovo, però, aveva anche altre occupazioni pastorali alle quali accudire, perciò stabilì per quella benedizione il quattordici del mese.
Ed il quattordici del mese è restato, ma ristretto a quello di febbraio, perchè in quel giorno egli andò a celebrare le sue nozze in Paradiso.
Published by danyli on 12 Feb 2006
Carnevale di Cento – FE -
Storia del carnevale
L’etimologia della parola Carnevale è tuttora molto discussa: potrebbe derivare da Carna -aval o da carnevale (un invito a non mangiare carne), o ancora, da Carnalia (feste romane in onore di Saturno), oppure da carne-levamen o dall’espressione medievale carnem-laxare (cioè fare digiuno, astinenza). Di sicuro le origini di questa festa sono religiose. Apprendiamo, dalle testimonianze storiche, che le maschere erano utilizzate dall’uomo fin dal Paleolitico, quando gli stregoni, durante riti magici e propiziatori, indossavano costumi adornati di piume e sonagli e assumevano aspetti terrificanti grazie a maschere dipinte, nell’intento di scacciare gli spiriti maligni. Ma è soprattutto nel mondo romano, dove si svolgevano feste in onore degli dei, che possiamo ritrovare le origini del nostro Carnevale. Ma è soprattutto nel mondo romano, dove si svolgevano feste in onore degli dei, che possiamo ritrovare le origini del nostro Carnevale. Nell’antica Roma i festeggiamenti in onore di Bacco, detti Baccanali, si svolgevano lungo le strade della città e prevedevano già l’uso di maschere, tra fiumi di vino e manifestazioni danzanti. Famosa era, anche, la festa di Cerere e Proserpina, che si svolgeva di notte, in cui giovani e vecchi, nobili e plebei si univano nel ritmo dei festeggiamenti.
Del Carnevale di Cento si hanno notizie già dal 1600 grazie ad alcuni affreschi del famoso pittore centese Gian Francesco Barbieri detto il “Guercino“. La festa ha mantenuto i connotati della manifestazione tipicamente locale sino alla fine degli anni ‘80 quando è iniziata una vera e propria rivoluzione. Ivano Manservisi, il patron, nel 1990 ha preso in mano le redini del Carnevale facendogli compiere passi da gigante, recuperando quell’entusiasmo che si era assopito, fino a portarlo ai vertici internazionali grazie anche al gemellaggio con il Carnevale di Rio de Janeiro, il più famoso del mondo.
Dopo diversi anni che non andavo al carnevale, oggi ho avuto la scusa….e mi sono immersa nell’allegria, nei colori, nei coriandoli, nei sorrisi e nei costumi carnevaleschi. L’esperienza è stata positiva soprattutto per aver risvegliato in me le sensazioni di quando ero piccola….
Per noi “centesi” il carnevale significa anche diversi disagi, ma sapere che per ottenere il risultato di ogni carro carnevalesco, esiste il lavoro manuale di un anno intero di amanti ed estimatori della cartapesta…..Allora ben venga….. Soprattutto se il risultato porta allegria e gioia…..
Published by danyli on 12 Feb 2006
Museo Bargellini
Questa mattina sono tornata con molto piacere, a visitare il Museo G.Bargellini – Pieve di Cento (Bo).
Ho seguito il percorso indicato, nella nuovissima ala del museo, organizzato per periodi partendo dai grandi maestri storici, come De Chirico, Campigli,Music, e Guttuso, fino agli anni trenta.
Sono 4 piani ricolmi di arte pittorica, più un sotterraneo occupato dalle sculture.
Un vero peccato che una struttura del genere sia poco conosciuta e così poco pubblicizzata.
Se qualcuno vuole trascorrere alcune ore arricchendosi culturalmente, facendosi travolgere dalle emozioni dei colori, delle materie, dalle sensazioni che sprigionano…..consiglio di visitare il Museo G.Bargellini







