Archive for the 'Musica' Category

Published by danyli on 25 Ott 2009

By This River

Here we are Siamo qui
Stuck by this river, ipnotizzati da questo fiume
You and I tu ed io
Underneath a sky that’s ever falling down, down, down sotto un cielo che continua a cadere, cadere giù
Ever falling down. continua a cadere giù
Through the day Dopo aver attraversato il giorno
As if on an ocean come se fossimo in un oceano
Waiting here, stiamo aspettando qui
Always failing to remember why we came, came, came: sempre senza riuscire a ricordare perché siamo venuti
I wonder why we came. mi domando perché siamo venuti qui
You talk to me Tu mi parli
as if from a distance come se lo facessi da una grande distanza
And I reply ed io rispondo
With impressions chosen from another time, time, time, con sensazioni, prese da un altro, un altro tempo
From another time. da un altro tempo

© Brian Eno from Before and After Science (1977)

Published by danyli on 21 Ott 2009

Ti vorrei sollevare

Mi hai lasciato senza parole
come una primavera
e questo è un raggio di luce
un pensiero che si riempe
di te
E l’attimo in cui il sole
diventa dorato
e il cuore si fa leggero
come l’aria prima che il tempo
ci porti via
ci porti via
da qui
Ti vorrei sollevare
Ti vorrei consolare
Mi hai detto ti ho visto cambiare
Tu non stai più a sentire
per un momento avrei voluto
che fosse vero anche soltanto
un pò
Perchè ti ho sentito entrare
ma volevo sparire
e invece ti ho visto mirare
invece ti ho visto sparare
a quell’anima
che hai detto che non ho
Ti vorrei sollevare
Ti vorrei consolare
Ti vorrei sollevare
Ti vorrei ritrovare
vorrei viaggiare su ali di carta con te
sapere inventare
sentire il vento che soffia
e non nasconderci se ci fa spostare
quando persi sotto tante stelle
ci chiediamo cosa siamo venuti a fare
cos’è l’amore
stringiamoci più forte ancora
teniamoci vicino al cuore
Ti vorrei sollevare
Ti vorrei consolare
e viaggiare su ali di carta con te
sapere inventare
sentire il vento che soffia
e non nasconderci se ci fa spostare
quando persi sotto tante stelle
ci chiediamo cosa siamo venuti a fare
cos’è l’amore
stringiamoci più forte ancora
teniamoci vicino al cuore
vorrei viaggiare su ali di carta con te
sapere inventare
sentire il vento che soffia
e non nasconderci se ci fa spostare
quando persi sotto tante stelle
ci chiediamo cosa siamo venuti a fare
cos’è l’amore
stringiamoci più forte ancora
teniamoci vicino al cuore

© Elisa feat Giuliano Sangiorgi

Published by danyli on 04 Ott 2009

Todo Cambia

Cambia lo superficial
cambia también lo profundo
cambia el modo de pensar
cambia todo en este mundo

Cambia el clima con los años
cambia el pastor su rebaño
y así como todo cambia
que yo cambie no es extraño

Cambia el mas fino brillante
de mano en mano su brillo
cambia el nido el pajarillo
cambia el sentir un amante

Cambia el rumbo el caminante
aunque esto le cause daño
y así como todo cambia
que yo cambie no extraño

Cambia todo cambia
Cambia todo cambia
Cambia todo cambia
Cambia todo cambia

Cambia el sol en su carrera
cuando la noche subsiste
cambia la planta y se viste
de verde en la primavera

Cambia el pelaje la fiera
Cambia el cabello el anciano
y así como todo cambia
que yo cambie no es extraño

Pero no cambia mi amor
por mas lejos que me encuentre
ni el recuerdo ni el dolor
de mi pueblo y de mi gente

Lo que cambió ayer
tendrá que cambiar mañana
así como cambio yo
en esta tierra lejana

Cambia todo cambia
Cambia todo cambia
Cambia todo cambia
Cambia todo cambia

Pero no cambia mi amor… 

© Mercedes Sosa – Todo Cambia

Published by danyli on 30 Ago 2009

Dimentica dimentica

La luce del mattino
e grida di operai
sul dito un maggiolino
è primavera ormai.

E apro le finestre,
il glicine è già qui
il mondo si riveste come ogni lunedì.

E l’orizzonte è libero come un amante che
fa il grande senza accorgersi che prigioniero è

Dimentica, dimentica che il dispiacere scivola
la mia paura è vivere, uscire, amare e ridere
e non volare adesso giù
perché accanto a me non ci sei più.

E penso un po’ a mia madre
a quella sua mania
diceva più lavoro più i soldi vanno via.

E vanno le stagioni come motociclette
di giovani spacconi finchè la vita smette.

Dimentica dimentica
t’accorgi un giorno che
quelli che ti capiscono
sono tutti dietro a te

Dimentica dimentica che il dispiacere scivola
la mia paura è vivere, uscire, amare e ridere
e non volare adesso giù
perché accanto a me non ci sei più.

© Umberto Tozzi

Published by danyli on 05 Lug 2009

Canzone quasi d’amore

Non starò più a cercare parole che non trovo
per dirti cose vecchie con il vestito nuovo,
per raccontarti il vuoto che, al solito, ho di dentro
e partorire il topo vivendo sui ricordi, giocando coi miei giorni, col tempo…

O forse vuoi che dica che ho i capelli più corti
o che per le mie navi son quasi chiusi i porti;
io parlo sempre tanto, ma non ho ancora fedi,
non voglio menar vanto di me o della mia vita costretta come dita dei piedi…

Queste cose le sai perchè siam tutti uguali
e moriamo ogni giorno dei medesimi mali,
perchè siam tutti soli ed è nostro destino
tentare goffi voli d’ azione o di parola,
volando come vola il tacchino…

Non posso farci niente e tu puoi fare meno,
sono vecchio d’ orgoglio, mi commuove il tuo seno
e di questa parola io quasi mi vergogno,
ma c’è una vita sola, non ne sprechiamo niente in tributi alla gente o al sogno…

Le sere sono uguali, ma ogni sera è diversa
e quasi non ti accorgi dell’ energia dispersa
a ricercare i visi che ti han dimenticato
vestendo abiti lisi, buoni ad ogni evenienza, inseguendo la scienza o il peccato…

Tutto questo lo sai e sai dove comincia
la grazia o il tedio a morte del vivere in provincia
perchè siam tutti uguali, siamo cattivi e buoni
e abbiam gli stessi mali, siamo vigliacchi e fieri,
saggi, falsi, sinceri… coglioni!

Ma dove te ne andrai? Ma dove sei già andata?
Ti dono, se vorrai, questa noia già usata:
tienila in mia memoria, ma non è un capitale,
ti accorgerai da sola, nemmeno dopo tanto, che la noia di un altro non vale…

D’ altra parte, lo vedi, scrivo ancora canzoni
e pago la mia casa, pago le mie illusioni,
fingo d’ aver capito che vivere è incontrarsi,
aver sonno, appetito, far dei figli, mangiare,
bere, leggere, amare… grattarsi!

Canzone quasi d’amore – Francesco Guccini

Published by danyli on 05 Mag 2009

Willie Nile

Willie NileCredo che per i più Willie Nile sia un’artista sconosciuto (come lo era per me fino a poco tempo fà). Ma per gli amanti del rock sono sicura che questo cantautore di Buffalo sia tra i musicisti più apprezzati. Ho avuto la fortuna di assistere alla sua performance il primo maggio alla Sala Estense (Ferrara) ed è stata davvero una bellissima serata.

Indubbiamente ero partita già entusiasta, avendo ascoltato per giorni precedenti i cd: Streets of New York e House Of A Thousand Guitars. Ma quello che mi ha colpito dalla serata è stato Willie Nile come persona umile nel contatto con i suoi fans, e quel carisma degno di un artista con la A maiuscola. Poi ovviamente quando ha terminato il primo bis della serata con Back Home….. (tra le liriche che preferisco) insomma direi che oramai Willie mi può considerare tra i suoi fans ufficiali. In ogni modo bellissime le canzoni anche degli album precedenti a me sconosciute, come Accross the River.willie-nile.jpg

 

 

Non voglio dimenticarmi di menzionare coloro che hanno contribuito a tenere alta l’energia sul palcoscenico, accompagnando Willie: i Rockin’ Chairs, formati da Antonio Righetti (”Rigo”) al basso, da Robby Pellati alla batteria e Jorge Otero (spagnolo di Oviedo) alla chitarra. Quest’ultimo ci ha regalato momenti acustici intensi in duo con lo stesso Willie.

Published by danyli on 26 Apr 2009

Ho imparato a sognare

 

Ho imparato a sognare,
che non ero bambino
che non ero neanche un’ età
Quando un giorno di scuola
mi durava una vita
e il mio mondo finiva un po là
Tra quel prete palloso
che ci dava da fare
e il pallone che andava
come fosse a motore
C’era chi era incapace a sognare
e chi sognava già

Ho imparato a sognare
e ho iniziato a sperare
che chi c’ha avere avrà
ho imparato a sognare
quando un sogno è un cannone,
che se sogni
ne ammazzi metà
Quando inizi a capire
che sei solo e in mutande
quando inizi a capire
che tutto è più grande
C’ era chi era incapace a sognare
e chi sognava già

Tra una botta che prendo
e una botta che dò
tra un amico che perdo
e un amico che avrò
che se cado una volta
una volta cadrò
e da terra, da lì m’alzerò

C’è che ormai che ho imparato a sognare non smetterò

Ho imparato a sognare,
quando inizi a scoprire
che ogni sogno
ti porta più in là
cavalcando aquiloni,
oltre muri e confini
ho imparato a sognare da là
Quando tutte le scuse,
per giocare son buone
quando tutta la vita
è una bella canzone
C’era chi era incapace a sognare
e chi sognava già

Tra una botta che prendo
e una botta che dò
tra un amico che perdo
e un amico che avrò
che se cado una volta
una volta cadrò
e da terra, da lì m’alzerò

C’è che ormai che ho imparato a sognare non smetterò

© Negrita

Published by danyli on 22 Feb 2009

Eloisa Atti e gli Hammond Bandits

Eloisa AttiEra da diverso tempo che non andavo ad una serata organizzata dal Jazz Club di Cento , e devo dire che ho colmato questa mancanza con la serata svoltasi venerdì sera, 20 febbraio 2009, all’interno dello storico Caffè Italia di Cento – FE - con un serata gastronomica e concertistica. Piacevole e gustoso l’aspetto culinario (ottimi i tortelloni di zucca !!!) e sublime il concerto offerto da Eloisa Atti e gli Hammond Bandits deliziati dalla presenza della tromba di Fabio Morgera. Una serata piacevole e importante per aver scoperto artisti così “capaci” di farti vivere emozioni e sensazioni e farti entrare la musica dentro. Ho apprezzato tantissimo la voce di Eloisa, la sua interpretazione, la sua capacità di coinvolgimento accompagnata dall’organo di Emiliano Pintori , dalla batteria di Vittorio Sicbaldi e dalla chitarra di Marco Bovi . Il tutto condito dalla straordinaria partecipazione di Fabio Morgera, che ho scoperto di essere prima di tutto una persona davvero umile, almeno così si è dimostrato al Eloisa Atti e Fabio Morgerapubblico della serata, e anche un talento italiano e acclamato nel mondo: basta pensare che ha condiviso le sue performance con tanti grandi del jazz, come Dizzy Gillespie, Cedar Walton e tantissimi altri.

Dimenticavo di dire che i locali del Caffè Italia sono stati piacevolmente “vestiti” con gli acquerelli “Impressionen” della pittrice Reinhild Westermann, che ho già avuto il piacere di ammirare all’opera durante un’altra serata jazz, mentre dipingeva direttamente sulla seta.

Sì proprio una bella serata!

Published by danyli on 15 Lug 2008

Cats – Musical

Cats

Mi ritengo una tra i fortunati che hanno potuto assistere , in Italia, esattamente al Palafiera di Forlì il 21 giugno 2008, ad uno dei musical pù applauditi nel mondo, “CATS“.
Il musical è tratto da una raccolta di poesie di Thomas Stearns Eliot “Old Possum’s Book of Practicals Cats”: Andrew Lloyd Webber ha musicato le filastrocche di questo libro, aggiungendo due sue personali creazioni geniali “Jellicle Cat” e la più famosa “Memory“.

Di impatto suggestivo è la scenografia: notte di luna piena, un vicolo/discarica dove è presente di tutto tra cartoni, automatici, ferraglia, elettrodomestici….insomma luogo ideale rifugio per i gatti randaci. All’inizio sembra deserta, però pian piano inizia a popolarsi di gatti, diversi per razza, età e sesso, ma tutti dei “Jellicle Cats”, cioè dei gatti randagi. Il motivo del ritrovo, è il ballo annuale durante il quale verra deciso chi avrà l’onore di ascendere allo Heaviside Layer, il paradiso dei gatti (e reincarnarsi in una nuova vita), e occasione per festeggiare il vecchio capo Old Deuteronomy che, essendo il più anziano, dovrà fare la scelta!!! Il pubblico scopre che ogni gatto possiede 3 nomi: il primo è quello che viene usato comunemente, il secondo rispecchia la loro personalità ; il terzo, che è anche il più importante, è un nome segreto, che solo il gatto stesso conosce.

Cliccando quì potete leggere una trama dello spettacolo, ma vorrei soffermarmi sul fatto che nonostante questo sia un musical andato in scena per la prima volta nel 1981, è tutt’ora attuale. Vengono trattati argomenti diversi come la collaborazione, stima, dignità, indipendenza e il tema della mortalità e del tempo che inesorabilmente passa, destino questo che accomuna i gatti agli esseri umani. Quest’ultimo aspetto rappresentato nel momento assai toccante, quando Grizabella canta la bellissima e struggente “Memory”.

Uno spettacolo di altissimo livello artistico per le scenografie, le musiche, le coreografie, gli artisti, i musicisti: un’esaltazione di colori, di atmosfere, di sorprese, di magia, di intensità…..tutti aspetti che ti riempiono dentro lasciandoti mille spunti riflessivi.

Published by danyli on 12 Mar 2008

Gianni Cazzola 5ET

Simone Daclon

Sabato 8 Marzo 2007, è stato festeggiato il 1° compleanno del Jazz Club di Cento con un concerto degno di ogni rilievo grazie alla partecipazione del Gianni Cazzola 5ET. La serata è stata davvero piacevole, nonostante il poco afflusso di pubblico (probabilmente dovuto alle coincidenze con i festeggiamenti della festa della donna, e impegni teatrali vari del sabato sera).

Mattia MagatelliGianni Cazzola

Quello che più è emerso da questa serata è stata la regia magistrale che Gianni Cazzola, tra i batteristi più dotati italiani, ha saputo coordinare questo quintetto di artisti molto giovani paragonati ad una bravura e professionalità elevata, che è subito saltata agli occhi, ops alle orecchie, degli spettatori.

Al pianoforte Simone Daclon, le cui dita sembravano danzare su quella tastiera, a volte tranquille e altre volte “impazzite” rapite dall’anima del jazz. Al contrabbasso Mattia Magatelli , che sembrava accarezzare una bellissima donna sinuosa, mentre creava arpeggi artisticamente validi.Humberto AmesquitaEmiliano Vernizzi

Al sax tenore Emiliano Vernizzi, tra i sassofonisti più promettenti del panorama nazionale, di cui si è apprezzata quell’umiltà artistica sfociata poi in un turbinio musicale in sintonia con gli altri strumentisti. E per ultimo, ma non ultimo per la bravura, il giovanissimo Humberto Amesquita al trombone, che ha contribuito con la sua professionalità a creare questo quintetto “armonico” davvero degno di ogni nota.
Gianni Cazzola 5et

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