Archive for the 'Cultura' Category

Published by danyli on 09 Nov 2009

20° anniversario “caduta del muro di Berlino”

BERLINO, SOTTO I TIGLI (POESIA BILINGUE)

di Franz Josef Uffenwanken

BERLIN, UNTER DEN LINDEN

Ein schoener Stadtaufenthalt

fuenfunddreissig Jahre alt

ich bin die Schatten

ich bin die Naechte

du bist die unbelichteten Stellen die ich liebe

du warst niemand

als ein nichts

waren wir

ich fuer dich

du fuer mich.

Jetzt, heute

essen wir

miteinander

Kalbschnitzel mit Kartoffelsalat

in Unter den Linden, Berlin

unter den Linden.

Nachts

sind die Strassen leer

jetzt, heute

schlafe ich ein und ein Traum

lautlos fliegt:

du bist niemand

ein nichts

sind wir

unter den Linden

wenn schauerlich

mein Traum

fuer mich und dich

in mir

unter den leeren Linden

in einem Nichtsschrein

schreit.

BERLINO, SOTTO I TIGLI

Un bel soggiorno cittadino

di anni trentacinque

io sono le ombre

io sono le notti

tu sei i punti oscuri che io amo

tu eri nessuno

quando noi un niente

eravamo

io per te

tu per me.

Ora, oggi

l’un con l’altro

mangiamo

cotoletta di vitello con insalata di patate

a Unter den Linden, Berlino

sotto i tigli.

Di notte

le strade sono vuote

ora, oggi

mi addormento e un sogno

senza suono vola:

tu sei nessuno

un niente

siamo noi

sotto i tigli

quando orribile

il mio sogno

per me e per te

in me

sotto i tigli vuoti

in uno scrigno di niente

urla.

(Traduzione di M.U. Franz Josef Uffenwanken è nato il 12 Novembre 1960 ed è il mio fratello gemello. Separati dalla nascita per ragioni che un giorno, forse, racconterò nella mia “autobiografia viscerale” della quale ho per ora soltanto il titolo (Chi me l’ha fatto fare), svolge una solerte attività di numismatico presso la Bundespost di Tubinga. Comunichiamo solo via email nonostante la sua passione per le lettere (quelle postali, soprattutto); e non ci siamo mai visti di persona. Il perchè di questo lo racconterò eventualmente nella succitata e già perlomeno “titolata” autobiografia. So che è sposato con una insegnante di liceo ovviamente bionda, ha due gemelli di 10 anni anch’essi biondi e ha un carattere che non ho ancora capito. Questa poesia fa parte della raccolta “Linksblock” – “Blocco delle sinistre”, uscita nel 1996 per l’editore Sepp Maier di Monaco).

East Side Gallery

20 anni dalla caduta del muro di berlino 09 novembre 1989/2009

Published by danyli on 02 Nov 2009

Alda Merini

Spazio spazio, io voglio, tanto spazio
per dolcissima muovermi ferita:
voglio spazio per cantare crescere
errare e saltare il fosso
della divina sapienza.
Spazio datemi spazio
ch’io lanci un urlo inumano,
quell’urlo di silenzio negli anni
che ho toccato con mano.

Alda Merini, da “Vuoto d’amore”

Published by danyli on 18 Ott 2009

Ad Alta Voce

Ad Alta VoceAnche quest’anno non mi sono persa l’evento culture da condividere “Ad Alta Voce“. Tutto l’evento è stato dedicato a Piero Camporesi , ed aveva come filo conduttore il cibo. Non ho perso l’entusiasmo per scoprire e partecipare, anche se devo ammettere che, logisticamente parlando, è stato un pò difficoltoso quest’anno a causa delle dislocazioni lontane tra loro degli incontri, e spesso con sovrapposizioni di orari, che quindi hanno “obbligato” noi del pubblico a fare scelte sui siti e sugli interlecutori. Veramente un peccato, perchè lo scorso anno tutto l’evento è stato articolato così bene, permettendo a noi appassionati di girare per i luoghi scelti senza dover escludere nessuno, ma invece condividendo anche il tragitto. Spero che il prossimo anno, essendo il decennale, ci sia la possibilità di ottenere una migliore organizzazione.

Quest’anno, oltre alla partecipazione al gran finale in aula magna, sono riuscita a partecipare all’incontro all’interno del grando hotel baglioni, in via indipendenza, e devo dire che le mie aspettative non sono state per nulla deluse. Apprezzatissimo anche l’intervento di Aurelia, figlia di Piero Camporesi, che ci ha anche regalato alcuni intermezzi musicali, con i musicisti Antonio Stragapede e Daniele dall’Omo , ma devo dire che sono rimasta affascinata dalla spirito, dalla profondità e dalle battute, dalla multiculturalità di Gabriela Preda, giornalista romena che ha letto un suo brano compreso nella raccolta “Mondopentola” curata da Wadia Laila, la quale, a sua volta, ha letto un brano da “Amiche per la pelle“. Un’altro momento condito con risate, con sane risate, è stato con l’intervento di Marina Sòrina, giovane scrittrice ucraina, che ha letto brani dal suo libro “Voglio un marito italiano” : ha subito esordito dicendoci che il titolo le è stato imposto per ragioni di mercato, in effetti il libro non è indirizzato agli uomini come ci si potrebbe aspettare, ma l’argomento trattato è tutt’altro.

Quindi si è passati al gran finale in Aula Magna di Santa Lucia: indubbiamente diversi gli interventi interessanti da Maurizio Maggiani, a Tiziana di Masi, all’intervento extra-sede di Liliana de Curtis, all’intervento straordinario di Ezio Bosso e al momento toccante e profondo della lettura di “Amore” un brano di Adelchi Battista tratto dal repertorio di Jack Folla :

 

Un amore finisce com’è cominciato, con una domanda alla quale non si sa dare una risposta:
all’inizio è “Mi sono innamorato di te?” e alla fine è “Ti amo ancora?”

La risposta alla prima domanda è “Sì”, se ci domandiamo se siamo innamorati di una persona conosciuta da poco significa che lo siamo almeno un poco, ma se dopo un anno o venti cominciamo a domandarci “L’amo ancora?” la risposta è quasi certamente “No”.

Perchè quando si ama non si fanno domande, si vive. Le domande presuppongono un dubbio e il dubbio mal s’accorda con l’amore. L’amore per essere tale è incondizionato, perdona tutto all’amato, fino alla follia. L’amore condizionato è il tipico rapporto a due di oggi in quel confine fra affetto ed interessi, è quasi sempre promiscuo, incerto e facilmente espugnabile da un terzo… ossia l’amato.

Lo so, lo so, vi state domandando per chi sto facendo l’Alberoni della situazione, per una donna fratelli, ovviamente… e non ne farò più il nome. Una donna che mi ha scritto a voce alta domandandosi se mi amava ancora:

No tesoro, No amore, tu stai amando sempre di più te stessa e sempre meno quest’uomo che muore. Ti capisco, nulla allontana di più che la sofferenza altrui, niente crea un vuoto altrettanto vasto che l’isolamento, la sconfitta o la malattia intorno a chi come il sottoscritto sta subendo un conto alla rovescia sulla propria testa. Ma chiamandoti per l’ultima volta AMORE, anch’io che ti sono stato così fedele mi distacco da te con tutta l’energia rimasta, poca, quella appena sufficiente a dare un colpo di coda.

Lo so cara, avresti voluto che ti trattenessi, che ti gridassi aiuto, che ti invitassi a non lasciarni proprio ora, ora che mancano meno di cinque mesi alla mia esecuzione. No, io non amo chi non mi ama, perchè ho capito che è un esercizio sterile e inutile e così come ho passato questi quattro anni di reclusione a ricordarti, così trascorrerò gli ultimi quattro mesi a dimenticarti e farò in modo che il mio vuoto sia il più vertiginoso e violento possibile, affinchè un nuovo pieno, magari in extremis, fosse solo l’istante prima di salire sulla sedia elettrica, mi assista con un colpo di grazia, quello di un nuovo amore.

Grazie comunque piccola, per avermi tolto anche quest’ultima illusione, quella di essere amato da te…

Published by danyli on 04 Giu 2009

Quadricromie

QuadricromieLa giornata del 02 giugno 2009, è stata caratterizzata da un evento di spessore nel comune di Camposanto (Mo): il primo “festival regionale di writing e street-art“. Infatti, dalle stesse parole del sindaco Antonella Baldini, questa forma d’arte non dev’essere confusa oramai con le troppe testimonianze di degrado che oggi caratterizzano muri e monumenti di paesi e città. Gesti, appunto, che vanno puniti senza indugio. La creatività dei Writers dev’essere invece incoraggiata mettendo a disposizione luoghi e spazi attrezzati.

E direi che la prima Rassegna regionale “QUADRICROMIE – LIVE GRAFFITI PERFORMANCE” è riuscita davvero bene: le vie, i giardini e la piazza del centro storico (non dimentico nemmeno l’argine del fiume Panaro!!!) sono stati invasi dalle tele messe a disposizione ad artisti di talento appartenenti alla classe creativa contemporanea, influenzata dalla cultura dei graffiti. E’ stato davvero entusiasmante vedere nascere queste opere: parlando con alcuni artisti, ho appreso che loro non amano e quindi non partecipano ad un concorso, ma si esprimono liberamente senza alcuna imposizione. E’ stato anche un vero segno di umiltà artistica vedere che sull’argine era rimasta una tela bianca, quindi alcuni writers che avevano finito di esprimersi sulle tele a loro affidate, sono andati insieme a realizzare un’altra opera.

Quella del Writing è una manifestazione sociale, artistica e culturale di notevole rilievo: e proprio per questo sarebbe stato utile poter assistere anche ad una sorta di conferenza/incontro dove poter parlare anche direttamente con gli artisti, per cercare di capire più a fondo la loro necessità di espressione e comunicazione, scoprendo sicuramente molti aspetti interessanti.

Ma questa potrebbe essere un’idea per la rassegna che si ripeterà il prossimo anno, giusto? sì, perchè credo proprio che la riuscita di questo evento lasci delle buone prospettive per il futuro: non voglio dimenticare anche la collaborazione con il Circolo Culturale Fermata23, una certezza di sensibilità e passione.

Chi è curioso, quì può vedere la galleria fotografica della giornata.

Published by danyli on 01 Mag 2009

Uno sguardo sul mondo 2009

E con questa, è la 22° edizione della proiezione di audiovisivi “Uno Sguardo sul mondo 2009″ organizzata dal fotoclub “Il Guercino” B.F.I. Come di consueto, le serate sono ad ingresso libero, presso la Sala Franco Zarri, in P.zza del Guercino a Cento – FE - ore 21,15. Ovviamente consiglio la partecipazione a queste serate a tutti coloro che sono amanti della fotografia, dei viaggi, della cultura e delle esperienze di vita. Ecco di seguito il programma previsto:

Giovedì 7 Maggio: Stefano Anzola

  • Nella Valle dell’Omo (Etiopia)
  • Un salto per Fasum (Etiopia)
  • Monks (Birmania)

Giovedì 14 Maggio: RAL 81 – Alessandro Bencivenni, Loris Fontana e Roger – (Proiezione digitale)

  • Diventare Berlino
  • Luoghi di mare
  • Il catalogo è questo
  • Libera uscita

Giovedì 21 Maggio: Odetta e Oreste Ferretti

  • Il Che c’è (Cuba)
  • Bororo in festa (Niger)

Giovedì 28 Maggio: Ivano Cevolani e Luciano Bitelli (Foto Club il GUERCINO)

  • Momenti Magici (Libia)
  • Improvvisazioni
  • Qualche minuto al …. sud

Published by danyli on 29 Apr 2009

Giornata della Danza

Giornata mondiale della danzaQuesto giorno veramente speciale, la Giornata Internazionale della

Danza, è dedicato all’unico linguaggio

che ognuno nel mondo sa parlare, l’innato linguaggio dei nostri corpi

e delle nostre anime,

dei nostri progenitori e dei nostri figli.

Questa giornata è dedicata a ogni dio, guru e antenato

che da sempre ci hanno insegnato e ispirato.

Ad ogni canzone, impulso e attimo che da sempre ci hanno spinto a

muoverci.

È dedicata a ogni bambino che vorrebbe

muoversi come il suo idolo,

e alla madre che gli dice “puoi già farlo”.

Questa giornata è dedicata ad ogni corpo, di qualunque credo, colore

e cultura che

trasmette le tradizioni del suo passato nei racconti del presente

e nei sogni per il futuro.

Questa giornata è dedicata alla Danza, alla sua miriade di dialetti e al

suo immenso potere

di esprimere, trasformare, unificare e deliziare.

© Akram Khan

Published by danyli on 27 Gen 2009

Per Non Dimenticare

Per Non dimenticare27 Gennaio
liberazione dei dannati,
pagine di dolore aprono ferite
mai rimarginate.
La memoria viaggia in un’era distante,
ma traccia un segno incancellabile
su anime indignate
di far parte del genere umano.
Esprimere dolore, rabbia
per questo eccidio efferato,
ieri come oggi,
oggi come domani.
Crudeltà….
Aggettivo inetto per questo crimine,
che ancora lacera, scava, trapassa,
non solo ricordi stampati nella storia.
Vergogna…
nomina inconsistente per questo sterminio,
che ancora non trova risposte
nei cuori di chi odia la violenza
in tutte le sue forme.
Non bastano le scuse,
di chi indignata s’inchina,
perdonandosi di appartenere al genere umano.

© Angelica Ange

Potrebbero bastare queste semplici parole, per ricordare il giorno della memoria e per ribadire il senso di Vergogna e di brivido che provo ogni volta che il mio pensiero ragiona su come la crudeltà umana sia davvero senza limiti. E invece, continuo a NON CAPIRE perchè la storia si ripeta continuamente, anche oggi, nel secondo millennio: la razza umana non ha fatto tesoro di tanta atrocità, ma la stà perpetuando con altri popoli.

Published by danyli on 12 Ott 2008

…ad alta voce

Ad alta voceGodere dei momenti, riscoprire la città, cercare gli angoli nascosti, assaporare le parole … tutto questo e anche di più è stato possibile grazie alla manifestazione “Ad Alta Voce“, oramai alla sua ottava edizione annuale, a Bologna.

Queenia Pereira De OliveiraSì, quella di ieri è stata un’esperienza che mi ha riempita dentro, ed è stato bello ascoltare interlocutori sconosciuti e non, che avevano qualcosa da dire, da condividere, da evidenziare.

E’ stato piacevole ricercare i diversi luoghi nella città dove avvenivano le letture, e ritrovare in giro per le vie i visi degli stessi spettatori che erano al precedente punto di lettura, e che stavano raggiungendo l’appuntamento successivo….. era come rincontrarsi tra “amici” per condividere quei momenti.

La giornata è iniziata in Sala Borsa, dove ho scoperto un’organizzazione a me sconosciuta, fondata nel 2005: è la Rete G2 – Seconde Generazioni , dove ragazzi, figli di immigrati, nati in italia o arrivati da bambini, lavorano sui loro diritti e sulle trasformazioni culturali all’interno della nostra società. Alessandro HaberE’ positivo soffermarsi su quelle problematiche che a noi italiani con la pelle bianca non riguardano direttamente, ma che risultano invece difficoltose a quegli italiani con la pelle scura o con gli occhi a mandorla, così come evidenziato dalle due interlecutrici, Queenia Pereira de Oliveira e Maricel Argenal . E’ ora di dire basta a questa società bigotta, che non ha il coraggio di ammettere che è razzista, e che così facendo esistono italiani di classe A e B.

Prossima tappa, è stata al Mercato delle Erbe dove c’era Alessandro Haber che ha concluso leggendo il testo di una canzone di Ivano Fossati: è una notte in italia. Quindi è proseguita con l’interpretazione di una scrittrice croata, Duska Kovacevic (suo romanzo di esordio: L’orecchino di Zora) che ha letto un brano del libro di Velickovic Nenad – “il padre di mia figlia” . Si è poi concluso con l’intervento di Giovanni Rana, che non poteva non leggere brani del famosissimo Pellegrino Artusi, chiudendo con un elogio al Tortellino.

Giovanni RanaE’ stato simpatico anche trovare, in Vicolo Ranocchi uno scrittore algerino, Tahar Lamri, che ha esordito dicendo che finalmente si trovava vicino ad una Vera Osteria, e non ad un pub, fast food o qualsiasi termine che viene usato oggi, proseguendo con una lettura in vero dialetto bolognese. Direi davvero divertente! Ma non di minore importanza anche un’altro testo che ha letto di Peter BichselIl lettore, il narratore.

Passeggiando è stato bello scoprire a Piazza Verdi, Gilberto Canu per poi arrivare all’Accademia delle Belle Arti ed ascoltare Marco Calamai, Ugo Cornia e Gene Gnocchi .

La giornata si è conclusa all’aula Magna di Santa Lucia, con l’intervento di alcuni dei precedenti interlecutori, ma anche con i mitici Arnaldo Ninchi, di cui abbiamo goduto un’interpretazione teatrale sublime, Edoardo Sanguineti, che ha letto Shakespeare.

Sì, è stata una pillola culturale che ha spaziato tra diversi argomenti, e che ha dimostrato quante siano le persone sensibili alla formazione culturale e al piacere di essere accompagnati al sapere.Gene Gnocchi

Mi è piaciuto il discorso dell’organizzazione per mantenere questo evento come manifestazione, e non festival, in quanto concordo che si può maggiormente apprezzare i momenti differenti presentati da ogni interlecutore, ma non voglio dimenticare il magnifico lavoro che stanno facendo i volontari di Ausilio per la cultura che danno voce e conforto a quelle persone che normalmente non sarebbero in grado di potersi arricchire interiormente autonomamente.

Quindi non posso che concludere con un brano di Roberto Roversi, letto in Aula Magna “Sarà il vento, il veto, il vento?“:

Ti lamenti?
No, non mi lamento.
Mi parea di sentirti lamentare.
Sarà il vento, il vento, il vento, il vento.
Oppure posso aggiungere:
Cosa hai detto? Parla a voce alta, non ti sento.
Oppure ancora:
Cosa c’è scritto su questo foglio? Ti prego, leggilo a voce alta, io non lo vedo bene.
Così è. A un certo momento della vita il mondo sembra che diventi, ogni giorno un poco, più stretto, più avverso, più nemico.
O, se non nemico, un avversario che ti contrasta o che si deve, con fatica, contrastare. O ascoltare, per potersi riparare dai danni. In anni di una comunicazione tecnologica che si esalta ed sulta – precipitando ilare o rumorsoa o pericolosa dentro l’orecchio o l’occhio di ciascun viandante, è, con sorpresa grande, nella realtà o per la verità, sempre più difficile, complicato, affannoso, sgradevole o pericoloso per tanti motivi, ricevere o darla questa comunicazione, interferita da cento saette di suoni.
Cosicchè la tecnologia, e i progressi della tecnologia, sembrabo privilegiare piuttosto i giovani prorompenti che i vecchi, o gli anziani compressi dagli anni, ai quali si addicono le gite in gruppo oppure il bastone.
Come fare (cercare di fare) se le cose sono così sistemate? Entrare nel vento del vento affidandosi alla sorte? O sopportare l’unica fiducia all’amico bastone, o al braccio della moglie o dell’amico?
Direi che soprattutto e prima di ogni alra cosa, occorre scambiarsi la voce, scambiarsi lo sguardo e a voce alta le parole. Aiutandosi. Ascoltare, guardare, promettere con volontà, parlare. Così i giovani che sono sulla porta possono sorridendo o quietamente imperiosi, con voce fresca e alta, parlare con te, richiamarti, ascoltarti, non lasciarti accasciare sui giorni che passano.

Published by danyli on 27 Gen 2008

Giorno della memoria

In questa giornata per NON DIMENTICARE , ho pensato di riportare alcune parole tratte dal libro “Non sono passata per il camino” di Francine Christophe.

Giorno della Memoria

In omaggio a quelli che mi hanno insegnato questa canzone scritta al tempo della Libertà, l’hanno cantata con me al tempo dell’oppressione e sono TUTTI morti.

Uniamo le nostre voci prima di lasciarci
Io percorrerò altri luoghi
La vita è così’ dolce e il mondo così bello
Intoniamo un ultimo addio.

Ritornello:

Io vado per il mondo portando la mia gioia
E le mie canzoni per bagaglio
Io canto l’amore e io canto la mia fede
Io parto per un lunghissimo viaggio

Io vado per le città e vado per i campi
Il mio cuore non conosce l’odio
le mie tasche sono vuote e io lascio i miei canti
Che risuonano molto alti nella pianura.

E se in cammino io incontro la morte
Che falcia tra le fila dei pezzenti
Sì, io parto per un lunghissimo viaggio
Io dirò un ultimo addio.

Published by danyli on 11 Mag 2007

Family Day

Il 12 maggio 2007 è il Family Day. Ovviamente non voglio soffermarmi sugli aspetti più o meno politici, ma invece sul logo scelto per rappresentare la manifestazione: un quadro di Marc Chagall – “Gli sposi della Tour Eiffel“.

Marc Chagall

Se non fosse che i due innamorati stiano volando, appoggiati ad un gallo, sembrerebbe una tipica immagine ricordo di un matrimonio: lei in abito da sposa, bianco, lungo e lui con un vestito viola. In questo quadro idilliaco, altre figure incorniciano la scena principale: una mucca-violoncello, un bimbo piegato sul violino, un albero enorme sopra un piccolo villaggio, un angelo capovolto che tiene in mano un candelabro, un cantore, e anche un’altra coppia di sposi sotto il baldacchino nuziale ebraico, la “chuppah”.

Ma non dobbiamo soffermarci ad un esame fotografico dell’opera, in quanto è oramai noto come i quadri di questo artista siano ricchi di linguaggi pittorici, e contradditori così come la storia del popolo ebraico.

Il gallo “Gever” a cui sono appoggiati gli sposi, con quei suoi rossi bargigli stà ad indicare ciò che avverrà, e nel contesto dell’unione rappresenta quindi quell’attrazione fisica e il desiderio sessuale che lega la coppia. Indubbiamente la coppia raffigurata, Chagall e sua moglie Bella, sono sospesi in un sogno di felicità ma possono anche rappresentare Adamo ed Eva, scacciati dall’Eden dopo aver mangiato la mela.

Interessante anche la “mucca violoncello”, che oltre ad allietare il matrimonio con le sue note, rappresentea anche il destino della diaspora. Infatti la mucca musicita, che spesso appare nelle opere di Chagall, viene considerata discendente di quella mucca che un giorno in Palestina si rifiutò di arare (una voce celeste spiegò all’agricoltore che la mucca era in lutto per la distruzione di Gerusalemme) ma dopo poche ore si mise a danzare di gioia (perchè in quel momento era nato il Messia).

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