Archive for the 'Libri' Category

Published by danyli on 14 Nov 2009

Il tempo invecchia in fretta

Il tempo invecchia in frettaAmmetto di aver scelto questo libro soprattutto per il titolo “il tempo invecchia in fretta“, immaginandomi una riflessione strabigliante. Non conoscevo questo scrittore italiano, Antonio Tabucchi, che scopro poi, aver scritto numerosi libri. Trattasi di nove racconti collegati tra loro dall’incessante scorrere del tempo: sono storie vere ed anche inventate che rappresentano “frammenti” di vita vissuti, o che si stanno vivendo oppure anche storie della memoria e della coscienza. Sono storie di uomini straordinari, ma anche semplici dove dovranno sempre saldare i conti con il tempo…. Ricordo il racconto dell’ufficiale in congedo che durante la missione in Kosovo è stato esposto alle radiazioni dell’uranio, ed ora è “in attesa” mentre stringe amicizia con una ragazzina molto curiosa a cui insegna la nefelomanzia (l’arte di leggere il futuro nella forma delle nuvole); oppure quello di quell’uomo che per “riempire” la propria solitudine racconta delle storie a sè stesso, ma che poi lui stesso sarà protagonista di un racconto che si era inventato…..(non era il già visto che lo inghiottiva in un passato mai vissuto, era lui che lo stava catturando in un futuro ancora da vivere); oppure la storia di Lazlo, un generale ungherese in pensione che narra la sua impresa di come fermò per numerosi giorni i carri armati russi con pochissimi uomini, e di come fu degradato, ma subito riabilitato con la caduta del muro di Berlino ( ci sono ben 5 racconti ambientati nei paesi del “blocco dell’Est) e del confronto, voluto e cercato, che successivamente ebbe con Dimitri, il generale russo che lo fronteggiò durante l’invasione.

Forse non sono storie attuali, ma che indubbiamente legano la nostra mente ad un’epoca passata e vissuta…. poi, non così lontana.

non esiste la cosa più naturale del mondo, le cose esistono come vuoi, se le pensi e se le vuoi, allora le puoi guidare, altrimenti vanno per conto loro.

…quel ricordo resta solo tuo, non diventa un ricordo altrui perchè lo hai raccontato agli altri, i ricordi si raccontano, ma non si trasmettono.

Published by danyli on 08 Nov 2009

Bellezza e tristezza

Bellezza e tristezzaE’ la prima volta che leggo un testo di Kawabata Yasunari, e devo dire che ” Bellezza e Tristezza” non mi ha affatto deluso: è la storia di Oki, scrittore cinquantenne, divenuto famoso per il suo romanzo autobiografico “la sedicenne“, dove descrive la sua passione amorosa giovanile per Otoko Ueno. Da quella relazione la ragazza aveva avuto una figlia, morta ancor prima che la madre potesse vederla, e contemporaneamente fu abbandonata dallo stesso Oki, all’epoca già sposato. Otoko, raggiunge la follia e viene rinchiusa in un ospedale psichiatrico, ma superato questo periodo tragico, decide di concentrarsi unicamente sulla sua carriera artistica di pittrice. Durante questi anni Oki ha vissuto la sua vita di marito infelice legato ad una donna che gli ha dato due figli, ma che profondamente ricorda con rimpianto l’amore giovanile, reso immortale e presenza quotidiana proprio perchè rivissuto nel suo romanzo più famoso. A distanza di anni Oky rincontra Otoko, la quale è sempre stata legata al pensiero del suo amore giovanile “incontaminato” dallo scorrere del tempo. Personaggio di rilievo sarà Keiko, giovanissima allieva di Otoko, con cui vive una relazione inquietante, che utilizzerà la sua strategia vendicativa……

Tema principale è il ricordo insieme alle infinite sfaccettature dell’amore, da quello appassionato giovanile, a quello ossessivo, a quello geloso e a quello ingenuo. Un intreccio di amori che si rincorrono, dove c’è anche la nostalgia dei tempi passati, ma amori che non si “toccheranno” se non solamente negli istanti finali.

Indubbiamente viene ribadito il fatto che non si può tornare indietro nel tempo, ed il legame puro e perfetto, se perduto lo è per sempre: la vita è una visione di bellezza e tristezza, un pò come il ricordo e l’arte……

Published by danyli on 24 Ott 2009

Brida

bridaEra da tanto tempo che non leggevo un romanzo di Paulo Coelho, e Brida mi ha attirata oltre che per la copertina, anche per la prefazione; i temi trattati sono come sempre molto cari all’autore quali la Grande Madre, il femminile sacro, i Misteri della vita, la fedeltà, la comprensione, le tradizioni cristiane ed esoteriche e il loro percorso di iniziazione.

Questo testo è il terzo, scritto subito dopo l’Alchimista, ma non fu mai pubblicato in italia: è basato su di una storia vera, quella di Brida che chiede aiuto ad un mago per essere iniziata alla magia. E’ pronta ad iniziare un cammino di conoscenza e tutt’un tratto si percepisce solamente come donna. Durante il suo tortuoso cammino scoprirà che l’amore è l’unico mezzo per raggiungere il mondo spirituale e che ci cambia, perchè quando amiamo vogliamo essere migliori di quello che siamo.

Un libro che, come i precedenti di questo scrittore, mi stuzzica la voglia di conoscenza nei confronti dei misteri della vita, di tutto ciò che a me risulta sconosciuto, ma che con questi pochi “accenni” la fiammella della curiosità viene sempre più alimentata.

Alcuni punti che non vorrei dimenticare nel tempo:

..se l’Anima Mundi ( l’Anima del mondo) dovesse soltanto suddividersi, si indebolirebbe sempre di più, nonostante la diffusione e l’accrescimento. Ecco perchè, mentre la nostra anima si divide, contemporaneamente si ritrova. E questo incontro si chiama Amore. Allorchè si scinde, l’anima origina sempre una parte maschile e una parte femminile.

Ma è possibile che gli atomi delle carni di qualcuno oramai morto si trovino nel mio corpo e in quello di un’altra persona?

Quando la conoscenza maschile si fonde con la trasformazione femminile, nasce la grande unione magica, che si chiama Sapienza. La Sapienza è conoscere e trasformare.

Ti preoccupi troppo della gente. Il prossimo è uno specchio di te stessa.

Ciò che stà fuori è più difficile da cambiare di quello che si trova dentro.

Ho seminato i miei sogni laddove ora tu posi i piedi; Cammina dolcemente, perchè stai calpestando i miei sogni.  – William  Butler Yeats -

Per ogni domanda che la mente umana può concepire, esiste sempre una risposta.

Gli uomini sono artefici del proprio destino. Possono fuggire costantemente da ciò che desiderano – e che magari la vita gli offre in modo generoso.

Per continuare a stare insieme, ad essere una coppia, era necessario che ciascuno condividesse la realtà dell’altro.

Published by danyli on 06 Ott 2009

La lettrice bugiarda

La lettrice bugiardaUn successo letterario nato dal passaparola in rete, di cui io ho avuto la possibilità di leggere e commentare le prime pagine, direttamente contattata da ibs. Questo libro “La lettrice Bugiarda” di Barry Brunomia indubbiamente interessante fino dalle prime pagine: il lettore viene catapultato con parole semplici, immediate ed efficaci a Salem , una cittadina del Massachussetts, famosa tragicamente per  la lotta alle streghe, che il fanatismo portò all’uccisione di numerose donne per diversi secoli. Anche se i cittadini oramai sanno che i cappelli neri dalle tese larghe  sono per lo più un’attrazione per i turisti, a Yellow  Dog Island avviene un intreccio di eventi collegati alla Lettura del Pizzo di Ipswich che permette di conoscere il destino della persona interrogante seguendo le trame e le interruzioni dell’ordito.

Un storia che cattura l’attenzione del lettore fin dall’inizio: affascinante la lettura del pizzo, intorno alla quale si intreccia la storia di tutte le donne discendenti della famiglia Whitney, di cui Towner è l’ultima erede. Tutte sono testimoni di sofferenze e perdite, ma anche della forza necessaria per continuare a vivere. Towner viene descritta in maniera eccellente nel suo dolore, nella paura, nella violenza e nel senso di colpa, così come nello stranissimo rapporto con la sua gemella Lyndley: fino alla fine viene mantenuto un alone misterioso intorno a questo rapporto che poi viene “smentito” da una sorprendente e inaspettata realtà.

Un buon libro, che forse in alcuni punti può risultare lento per le descrizioni di alcune scene vissute nel passato, necessarie però per immedesimarsi pienamente nei personaggi, ma che poi avvolge il lettore in una curiosità sempre più profonda, tra la realtà e il sogno, tra l’odio e l’amore, osservando il futuro……

dalle parole di Eva: Il caso non esiste. Tutto avviene per una ragione.

A volte, guardandoci alle spalle, possiamo individuare il momento in cui la nostra vita ha svoltato prendendo un’altra direzione. Nella lettura del pizzo si chiama “punto di quiete“. Il punto intrno al quale ruota tutto il resto, quello in cui emerge il vero schema delle cose.

La lettrice deve fissare il pizzo finché lo schema non si confonde e il volto dell’interrogante non scompare completamente dietro quel velo. Quando gli occhi cominceranno a lacrimare e la pazienza si sarà ormai esaurita, apparirà una fugace visione di qualcosa che si distingue a stento. In quel momento comincerà a formarsi un’immagine … nello spazio fra ciò che è reale e ciò che è solo immaginato..

Published by danyli on 06 Set 2009

L’elefante scomparso

L'elefante scomparsoNon so perchè, ma la lettura dei libri di Haruki Murakami, per me sono sempre una garanzia. Anche i vari racconti di “L’elefante scomparso e altri racconti“, mi hanno immersa in quel mondo reale/surreale, in quella scrittura semplice, non banale, ma che ti rapisce nei minimi termini. Sono tutti racconti, diciassette, scritti tra il 1980 e il 1999: viene anche riportato “l’uccello-giraviti e le donne del martedì” che sfocerà poi nel suo celebre capolavoro “L’uccello che girava le viti del mondo” (che io ho trovato bellissimo). Ovviamente non sono tutti capolavori, alcuni mi sembrano piuttosto delle tracce per qualcosa che verrà,….. ma indubbiamente ho “viaggiato” piacevolmente in questo sogno irreale, tra i vari racconti come Sonno, Silenzio, l’elefante scomparso, il nano ballerino, Lederhosen,….

Il bello della scrittura di Murakami, è che sembra scrivere di niente, e invece parla di tutto. L’ambientazione, in realtà potrebbe essere ovunque, perchè lui racconta quei gesti semplici, abitudinari, la buona musica come il jazz, il sole, la spiaggia, le nuvole che passano lentamente, l’assaporare un piatto cucinato in maniera sublime, i sentimenti, le speranze, e le malinconie. Spesso e volentieri quella quotidianità a cui per lo più non si dà importanza perchè non si ha il tempo necessario per soffermarsi, o soprattutto non si vuole prendere il tempo adeguato per godere dei piccoli gesti, necessari per farci stare davvero bene.

Non si dimentica mai quello che si vorrebbe dimenticare.

Published by danyli on 03 Set 2009

Il coperchio del mare

Il coperchio del mareLo scorso anno forse non era il momento giusto, oppure il destino mi ha portato a leggere ora questo libro depositato nella mia libreria, sempre in bella vista, ma in attesa…… ” Il coperchio del mare” di Banana Yhosimoto: una scrittura scorrevole in un contesto molto profondo. I sogni da concretizzare, il valore dell’amicizia, il rispetto per le persone e apprezzare la semplicità delle cose, che forse è l’aspetto più importante; riflessioni sulla vita, sulla morte, sull’ecologia e sull’esistenza.

“Alla fine dell’estate chi è stato l’ultimo a uscire dal mare?
L’ultimo è tornato a casa senza chiudere il coperchio del mare
E da allora per tutto questo tempo il mare è rimasto scoperchiato
I ciliegi, le dalie, le creste di gallo
I girasoli, le margherite e i papaveri
Perché continuano a fiorire
Ancora e ancora
In questo mondo senza te?”

Ci sono momenti in cui appaiono nella mia mente i flash fotografici di quando ero piccola, di come prima di rientrare dalle vacanze estive, era oramai diventato un rito quello dell’ultimo bagno dell’anno, e salutare il mare con un arrivederci al prossimo anno. Poi, crescendo, mi sono resa conto di quanto il mare sia sempre stato una parte importante di me, anzi dentro di me: ascoltare le onde, farsi accarezzare dalla brezza marina,…… e farsi rapire totalmente, staccando da tutto e da tutti……

Ops, mi sono un attimo fatta prendere dalla malinconia, ma mi sento di consigliare questo testo, non solo per la scrittura semplice e scorrevole, ma anche per riflettere su aspetti della vita che ci circondano quotidianamente, e, visto il periodo di crisi generalizzata, prendere spunto dall’inventiva e la voglia di fare per realizzare la propria serenità. Quì una breve recensione.

“…quando si sta in compagnia di qualcuno bisogna imparare a tollerarsi“. ….

“…I veri amici afferrano quasi tutto in un istante“……..

Se si fanno dei progetti concreti, se si coltivano le proprie ambizioni, se ci si dà da fare con umiltà, se si aguzza l’ingegno, i sogni diventano realtà. Si possono dare alla luce anche cose che non hanno mai avuto forma in questo mondo, e le si può far crescere nel tempo. Noi esseri umani abbiamo una forza incredibile. Una forza che non verrà mai meno, nonostante ci sia qualcuno che faccia di tutto per disperderla, contenerla e sopprimerla.”

Published by danyli on 18 Ago 2009

Strade interrotte

Strade interrotteE’ da un pò di tempo che avevo sul comodino il nuovo libro di Pietro Sergi, “Strade interrotte“, ma ho preferito gustarmi ogni storia in un momento particolare. Infatti si tratta di una raccolta di racconti che impongono riflessioni su storie che potrebbero essere nostre, sulla vita, sugli incontri, sugli scontri, sulle radici, sulle tradizioni, sull’amicizia, sull’amore, sui rapporti, sulla quotidianità, sugli ideali, sulla famiglia, sulla speranza. Il bello di questi racconti, infatti è poter rispecchiare noi stessi, come ad esempio gli incroci sui pianerottoli, il desiderio di comunicare o raccontarsi, come con la Luna, oppure quella vena animata che permette ai più sensibili di poter gustare contemporaneamente due mondi parallelamente collegati, come quelli delle ombre, o scoprire anche una realtà differente, come quella dei rapimenti, o quella della concentrazione su noi stessi, che scaturisce anche nella solitudine.

Strade interrotte dalla solitudine, solitudini imposte dal proprio orgoglio. Orgoglio che a volte si tramuta in senso di colpa dopo aver provocato la solitudine.

E questi sono dei piccolissimi esempi, rispetto a quello che può scaturire la scrittura scorrevole e semplice di Pietro Sergi. Indubbiamente questa è un’opera differente rispetto ad “Interneide“, che riguarda un viaggio nel tempo, e rispetto ad “Aspre e calde montagne, dolci e fredde pianure” che evidenzia la passione per la sua terra, e l’attaccamento ai veri valori, ma non deluderà chi vorrà immergersi in questa nuova avventura.

Se ancora avete delle perplessità, quì potete leggere la prefazione del libro, direi scritta in maniera magistrale a cui non và aggiunto null’altro.

Published by danyli on 14 Giu 2009

Vento dell’Est: Vento dell’Ovest

Vento dell'Est Vento dell'OvestHo terminato di leggere un libro regalatomi da un’amica, consapevole di quanto io sia amante della letterattura orientale. Devo dire che è stato un regalo davvero azzeccato!!! Vento dell’est: Vento dell’ovest del premio Nobel Pearl S.Buck (1938): documentandomi sulla scrittrice, ho saputo che ha prodotto diversi testi sulle tradizioni cinesi, e questo è stato possibile perchè ha vissuto molti anni in Cina seguendo il padre e quindi ha sperimentato in prima persona un mondo pieno di tradizioni, contraddizioni ed un tentativo di cambiamento verso usanze piu` “occidentali”.

Questo libro è suddiviso in 3 racconti, dove il fulcro comune è rappresentato appunto dallo “scontro” generazionale tra le antiche usanze cinesi e la volontà dei più giovani di aprirsi all’energia e concretezza del mondo occidentale. I racconti analizzano diversi “comportamenti”: il primo racconto più lungo, illustra la storia di una giovane sposa cinese, costretta a confrontarsi con il mondo occidentale del marito (medico cinese che ha compiuto gli studi all’estero). Il tempo e l’amore saranno complici nel superamento di paure, sgomento, usanze misteriose, nuove vedute. Il tutto non senza tante difficoltà.

Nel secondo racconto, putroppo la giovane moglie cinese, anche se trattata dagli anziani suoceri come una figlia prediletta, esce come una figura sconfitta in quanto incapace di accettare il “ruolo” di moglie più moderna, adatta ad affiancare il marito perfettamente integrato nel mondo occidentale.

L’ultimo racconto ci introduce un’anziana vedova cinese, costretta a vivere nella casa del figlio “occidentalizzato”: ovviamente questa convivenza risulta essere piena di disagi proprio per la sua difficoltà di comprendere le regole imposte dalla casa. Purtroppo questo la porterà ad essere sempre più isolata ed essere trattata come una squilibrata.

Bellissimo questo libro scritto in maniera attenta e scorrevole, capace di coinvolgerti nelle tradizioni millenarie orientali (come i “cortili delle donne” dove avvengono i rituali sacri e quelle “tacite” gerarchie tra mogli e concubine; o il cerimoniale del tè rispettoso tra figlia e madre, il ruolo del padre-padrone, l’impossibilità di crescere insieme i fratelli se sono di sesso diverso…ecc…) ma anche rapportando il lettore al nostro mondo “occidentale” visto in maniera differente dagli stessi occhi dei cinesi (come le grandi stoffe appese alle finestre, l’impossibilità di sputare sui pavimenti, la mancanza di luce fioca data dalle pareti di carta di riso in grado di donare il colorito giusto alla carnagione delle donne, il divieto di fasciare i piedi delle femmine, così come l’obbligatorietà di istruzione sia ai maschi che alle femminucce, avere una compagna per moglie e non una muta servitrice, quindi con le sue necessità e i propri sentimenti….ecc…..)

Io credo che ogni mente dovrebbe essere in grado di aprirsi alle novità, ma non per questo dimenticare e annullare le tradizioni e soprattutto calpestare la dignità delle persone: perchè qualsiasi cambiamento può nascondere drammi che coinvolgono sia le persone che vivono i cambiamenti ma anche coloro che li subiscono.

Published by danyli on 23 Apr 2009

After Dark

After DarkOvviamente non potevo non leggere l’ultimo libro tradotto di Haruki Murakami, After Dark : rispetto alla precedenti opere, questa invece si sviluppa interamente nell’arco di una notte.  Vengono ad intrecciarsi le storie di diversi personaggi: la prostituta picchiata in un love hotel; Takahashi, giovane musicista jazz, che in una caffetteria cerca di parlare con Mari, studentessa di cinese, assai presa dalla lettura di un grosso libro, la quale poi, farà da interprete a quella prostituta, tra l’altro sua coetanea ma così lontana dalla sua vita. Infine l’insistenza di Takahashi riuscirà nelle prime confidenze con Mari: una sorella, Eri, sempre troppo presa dalla carriera che quindi decide di tuffarsi in un lungo sonno volontario.

Non possono mancare le scene surreali e oniriche, tipiche della letteratura di Murakami, come ad esempio quella delllo schermo di un televisore che stà per inghiottire nel nulla l’immagine di Eri , avvolta nel suo letargo, che rischia però di essere gettata in qualsiasi momento nella realtà.

Forse una tra le opere minori di questo artista, ma non per questo di minore importanza: lo stile personalissimo fà sì che il lettore sia sempre appeso e sospeso con la voglia di scoprire cosa accade nel “quadro” successivo. Secondo me in questo racconto non vengono trattati fino in fondo i personaggi, ma sembra essere un aspetto voluto, per dare la possibilità al lettore di “immaginarsi” alcune caratteristiche che portano gli stessi a vivere il proprio destino, per scelta o consecutività alla coincidenza?

Indubbiamente in questo libro la notte rappresenta l’assenza in cui perdersi, un rifugio nel silenzio ma che verrà meno ai primi bagliori dell’alba, come rendersi conto dell’inutilità di un’attesa e l’esigenza di una speranza nella nuova luce del giorno.

Published by danyli on 19 Gen 2009

La solitudine dei numeri primi

La Solitudine dei numeri primiHo terminato di leggere il libro “La solitudine dei numeri primi” di Paolo Giordano, vincitore del Premio Strega e non voglio assolutamente sindacare sul merito o meno di questo premio. La lettura è stata scorrevole e immediata, lasciandomi la curiosità di cosa accadeva nella pagina successiva. Trovo i temi trattati attualissimi, anche perchè possono “effettivamente” accadere ai giovani d’oggi e anche meno giovani. Mi riferisco all’anoressia, all’autolesionismo, alla diversità, all’omosessualità, alla solitudine, ai traumi infantili, alla mancanza di dialogo e non saper ascoltare le persone a noi vicine.

Anche se nel libro la complessità di questi aspetti non è stata trattata in maniera profonda (ma non mi aspettavo affatto di leggere un testo medico) ho apprezzato lo stile e il saper descrivere i pensieri che aleggiano dentro i personaggi. Il finale lascia un pò con l’amaro in bocca, ma del resto la vita non ci permette sempre di vivere la storia a lieto fine, anzi…..e quindi direi che è realistico: se non abbiamo il coraggio di prendere delle decisioni, dobbiamo accettarne le conseguenze. Oserei direi una libertà per nulla consolatoria. Trovo anche giustissimo il titolo del libro, una sorta di metafora matematica per indicare la solitudine che tutti viviamo nel quotidiano.

Ecco alcune frasi tratte dal libro:

….le scelte si fanno in pochi secondi e si scontano per il tempo restante.

….ma quando era con lei sembrava che valesse la pena di fare tutte le cose normali che le persone normali fanno.

….l’amore di chi non amiamo si deposita sulla superficie e da lì evapora in fretta.

…erano uniti da un filo elastico invisibile, sepolto sotto un mucchio di cose di poca importanza, un filo che poteva esistere soltanto fra due come loro: due che avevano riconosciuto la propria solitudine  l’uno nell’altra.

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