Published by danyli on 27 Gen 2012

Notte su Birkenau

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Un’altra notte. Torvo, il cielo si chiude ancora

sul silenzio mortale volteggiando come un avvoltoio.
Simile ad una bestia acquattata, la luna cala sul campo —
pallida come un cadavere.

E come uno scudo abbandonato nella battaglia,
il blu Orione — fra le stelle perduto.
I trasporti ringhiano nell’oscurità
e fiammeggiano gli occhi del crematorio.

È umido, soffocante. Il sonno è una tomba.
Il mio respiro è un rantolo in gola.
Questo piede di piombo che m’opprime il petto
è il silenzio di tre milioni di morti.

Notte, notte senza fine. Nessuna alba.
I miei occhi sono avvelenati dal sonno.
La nebbia cala su Birkenau,
come il giudizio divino sul cadavere della terra.

Tadeusz Borowski, KL Auschwitz

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Published by danyli on 02 Gen 2012

Il colore oltre la natura

Notte Stellata

Bhè, cosa vuoi, quello che uno ha dentro traspare anche al di fuori.

Uno ha un grande fuoco nel suo cuore e nessuno viene mai a scaldarcisi vicino,

e i passanti non vedono che un poco di fumo in cima al camino,

e poi se ne vanno per la loro strada”.


da Lettera 133 al Fratello Theo, Vincent Van Gogh, Luglio 1880

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Published by danyli on 31 Dic 2011

Van Gogh e il Viaggio di Gauguin

Mattina di Natale Andrew WyethSpesso e volentieri rischiamo di essere influenzati dalle opinioni delle persone che ci circondano, e non è raro, per quanto riguarda i pittori, sentire “l’ho già visto,….. è sempre lo stesso….. eccc…..”. Fortunatamente io seguo il mio istinto (direste che sono sempre contro corrente?… chissà…) e quindi da diverso tempo avevo deciso che sarei andata a vedere la mostra Van Gogh e il Viaggio di Gauguin a Genova (Palazzo Ducale fino al 15 aprile 2012).

Ovviamente sono uscita soddisfatta, ma che dico, veramente entusiasta….questo viaggio sia fisico (visti i numerosi spostamenti di Van Gogh tra l’Olanda, l’Inghilterra fino alla Francia, e di Gauguin che raggiunge la Polinesia dove dipinse il quadro “Da dove veniamo? Chi siamo? Dove andiamo?“) che un viaggio intimo dell’anima, riflettendo sulla propria vita e ponendosi infiniti interrogativi sulla propria esistenza, domande che tormentarono fortemente Van Gogh influenzando notevolmente la sua pittura.

Ovviamente tra le 80 opere esposte, ho potuto scoprire artisti come Caspar David Friedrich “Barca sull’Elba nella nebbia del primo mattino” e ” L’isola di Gran Manan”, così come il quadro “Mattina di Natale”di Andrew Wyeth, e “Tre paesaggi marini” di William Turner che non conoscevo, ed è davvero splendido. Ma non voglio dimenticare il “Chiaro di luna sul fiume Saguenay” di Winslow Homer.

Caspar David Friedrich "Barca sull'Elba nella nebbia del primo mattino"Non dimenticando quadri meravigliosi di Van Gogh come “Frutteto stretto dai cipressi”, “Campo di grano con allodola“, “Alberi davanti all’ospizio di Saint Paul”, “Pini al tramonto“, “Vigneto” e tantissimi altri…….ops non tralasciando le opere di Monet “Lo stagno delle ninfee e il ponte giapponese” e “Ninfee”.

Trovarsi di fronte ad opere straordinarie, dove poter gustare le pennellate, la materia, i colori, farsi rapire dall’atmosfera, dalle sensazioni, dai colori, viaggiando dentro i quadri stessi cercando di capire maggiormente questi artisti nella loro necessità di esprimersi attraverso questa forma d’arte davvero splendida.

http://www.lineadombra.it/van-gogh-e-il-viaggio-di-gauguin/virtual-tour

Chiaro di luna sul fiume Saguenay" di Winslow Homer

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Published by danyli on 23 Dic 2011

John Zorn – The Christmas Song (Ft Mike Patton)

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Published by danyli on 11 Dic 2011

Midnight in Paris

midnight-in-parisProbabilmente il titolo del film Midnight in Paris, piuttosto che il regista Woody Allen, ma la decisione di andare a vedere questa pellicola direi che è stata davvero azzeccata. Indubbiamente io non mi sento una mera sostenitrice di W. Allen e quindi escludo il dover per forza appoggiare o criticare ogni sua pellicola, ma ho pensato semplicemente di godermi l’atmosfera, la fotografia, il dialogo, la musica, quel pizzico di magia di un’improbabile viaggio nel tempo, lasciandomi trasportare in questa parigi degli anni venti e della Belle Époque , coivolta nelle feste organizzate da Francis Scott Fitzgerald e la moglie Zelda (salvata da un probabile suicidio, grazie lla pillola del futuro… il “valium”), nei confronti culturali con Hemingway, Picasso, Dalì, Gertrude Stein, le note di Cole Porter, non tralasciando gli incontri con Gaugin, Degas, Monet e Toulose Lautrec.

Ovviamente tralascio la trama, per non togliere il gusto a chi volesse vedere il film di godersi fino agli ultimi secondi la proiezione, ma la riflessione mentre si esce dalla sala cinematografica è quella che non facciamo altro che rimpiagere sempre il passato, forse per la nostra insoddisfazione e incapacità di affrontare il presente, ma se non siamo noi stessi a cambiare, non cambierà nulla.

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Published by danyli on 24 Nov 2011

Solitudine al kyohakuin

Sengai - Solitudine al kyohakuin






Solo per nascita. Solo nella morte.

Esisto nell’intermezzo, solo, il giorno e la notte.

L’io che nasce e muore solo

è l’io che solo abita di questa umile capanna.

© Gai.

Chiamo esser soli

il dimenticarsi di essere soli e non soli –

e, inoltre, il dimenticare chi dimentica:

questo, in verità, è solitudine.

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Published by danyli on 15 Nov 2011

Le stagioni della vita

quattro stagioniUn uomo aveva quattro figli. Egli desiderava che i suoi figli imparassero a non giudicare le cose in fretta, per questo, invitò ognuno di loro a fare un viaggio, per osservare un albero, che era piantato in un luogo lontano.

Il primo figlio andò là in Inverno,
il secondo in Primavera,
il terzo in Estate, e
il quarto, in Autunno.

Quando l’ultimo rientrò, li riunì, e chiese loro di descrivere quello che avevano visto.

Il primo figlio disse che l’albero era brutto, torto e piegato.
Il secondo figlio disse invece che l’albero era ricoperto di gemme verdi e promesse di vita.
Il terzo figlio era in disaccordo; disse che era coperto di fiori, che avevano un profumo tanto dolce, ed erano tanto belli da fargli dire che fossero la cosa più bella che avesse mai visto.
L’ultimo figlio era in disaccordo con tutti gli altri; disse che l’albero era carico di frutta, vita e promesse.

L’uomo allora spiegò ai suoi figli che tutte le risposte erano esatte poiché ognuno aveva visto solo una stagione della vita dell’albero. Egli disse che non si può giudicare un albero, o una persona, per una sola stagione, e che la loro essenza, il piacere, l’allegria e l’amore che vengono da quella vita può essere misurato solo alla fine, quando tutte le stagioni sono complete.

Se rinunci all’inverno perderai la promessa della primavera,
la ricchezza dell’estate,
la bellezza dell’Autunno.

Non lasciare che il dolore di una stagione distrugga la gioia di ciò che verrà dopo.
Non giudicare la tua vita in una stagione difficile.
Persevera attraverso le difficoltà, e sicuramente tempi migliori verranno quando meno te lo aspetti!
Vivi ogni tua stagione con gioia.

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Published by danyli on 08 Nov 2011

La gente è strana

Charles Bukowski ( 1926-1994 ) on TV show Apostrophes in september 1978.

 

 

La gente è strana:

si infastidisce sempre per cose banali,

e poi dei problemi gravi

come il totale spreco della propria esistenza,

sembra accorgersene a stento.

© Charles Bukowski

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Published by danyli on 07 Nov 2011

Ho bisogno di silenzio

silenzioHo bisogno di silenzio
come te che leggi col pensiero
non ad alta voce
il suono della mia stessa voce
adesso sarebbe rumore
non parole ma solo rumore fastidioso
che mi distrae dal pensare.

Ho bisogno di silenzio
esco e per strada le solite persone
che conoscono la mia parlantina

disorietate dal mio rapido buongiorno
chissà, forse pensano che ho fretta.

Invece ho solo bisogno di silenzio
tanto ho parlato, troppo
è arrivato il tempo di tacere
di raccogliere i pensieri
allegri, tristi, dolci, amari,
ce ne sono tanti dentro ognuno di noi.

Gli amici veri, pochi, uno ?
sanno ascoltare anche il silenzio,
sanno aspettare, capire.

Chi di parole da me ne ha avute tante
e non ne vuole più,
ha bisogno, come me, di silenzio.

© Alda Merini

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Published by danyli on 02 Nov 2011

C’è Tempo

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Dicono che c’è un tempo per seminare
e uno che hai voglia ad aspettare
un tempo sognato che viene di notte
e un altro di giorno teso
come un lino a sventolare.

C’è un tempo negato e uno segreto
un tempo distante che è roba degli altri
un momento che era meglio partire
e quella volta che noi due era meglio parlarci.

C’è un tempo perfetto per fare silenzio
guardare il passaggio del sole d’estate
e saper raccontare ai nostri bambini quando
è l’ora muta delle fate.

C’è un giorno che ci siamo perduti
come smarrire un anello in un prato
e c’era tutto un programma futuro
che non abbiamo avverato.

È tempo che sfugge, niente paura
che prima o poi ci riprende
perché c’è tempo, c’è tempo c’è tempo, c’è tempo
per questo mare infinito di gente.

Dio, è proprio tanto che piove
e da un anno non torno
da mezz’ora sono qui arruffato
dentro una sala d’aspetto
di un tram che non viene
non essere gelosa di me
della mia vita
non essere gelosa di me
non essere mai gelosa di me.

C’è un tempo d’aspetto come dicevo
qualcosa di buono che verrà
un attimo fotografato, dipinto, segnato
e quello dopo perduto via
senza nemmeno voler sapere come sarebbe stata
la sua fotografia.

C’è un tempo bellissimo tutto sudato
una stagione ribelle
l’istante in cui scocca l’unica freccia
che arriva alla volta celeste
e trafigge le stelle
è un giorno che tutta la gente
si tende la mano
è il medesimo istante per tutti
che sarà benedetto, io credo
da molto lontano
è il tempo che è finalmente
o quando ci si capisce
un tempo in cui mi vedrai
accanto a te nuovamente
mano alla mano
che buffi saremo
se non ci avranno nemmeno
avvisato.

Dicono che c’è un tempo per seminare
e uno più lungo per aspettare
io dico che c’era un tempo sognato
che bisognava sognare.

© Ivano Fossati

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