Published by danyli on 02 Nov 2009

Alda Merini

Spazio spazio, io voglio, tanto spazio
per dolcissima muovermi ferita:
voglio spazio per cantare crescere
errare e saltare il fosso
della divina sapienza.
Spazio datemi spazio
ch’io lanci un urlo inumano,
quell’urlo di silenzio negli anni
che ho toccato con mano.

Alda Merini, da “Vuoto d’amore”

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Published by danyli on 25 Ott 2009

By This River

Here we are Siamo qui
Stuck by this river, ipnotizzati da questo fiume
You and I tu ed io
Underneath a sky that’s ever falling down, down, down sotto un cielo che continua a cadere, cadere giù
Ever falling down. continua a cadere giù
Through the day Dopo aver attraversato il giorno
As if on an ocean come se fossimo in un oceano
Waiting here, stiamo aspettando qui
Always failing to remember why we came, came, came: sempre senza riuscire a ricordare perché siamo venuti
I wonder why we came. mi domando perché siamo venuti qui
You talk to me Tu mi parli
as if from a distance come se lo facessi da una grande distanza
And I reply ed io rispondo
With impressions chosen from another time, time, time, con sensazioni, prese da un altro, un altro tempo
From another time. da un altro tempo

© Brian Eno from Before and After Science (1977)

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Published by danyli on 24 Ott 2009

Brida

bridaEra da tanto tempo che non leggevo un romanzo di Paulo Coelho, e Brida mi ha attirata oltre che per la copertina, anche per la prefazione; i temi trattati sono come sempre molto cari all’autore quali la Grande Madre, il femminile sacro, i Misteri della vita, la fedeltà, la comprensione, le tradizioni cristiane ed esoteriche e il loro percorso di iniziazione.

Questo testo è il terzo, scritto subito dopo l’Alchimista, ma non fu mai pubblicato in italia: è basato su di una storia vera, quella di Brida che chiede aiuto ad un mago per essere iniziata alla magia. E’ pronta ad iniziare un cammino di conoscenza e tutt’un tratto si percepisce solamente come donna. Durante il suo tortuoso cammino scoprirà che l’amore è l’unico mezzo per raggiungere il mondo spirituale e che ci cambia, perchè quando amiamo vogliamo essere migliori di quello che siamo.

Un libro che, come i precedenti di questo scrittore, mi stuzzica la voglia di conoscenza nei confronti dei misteri della vita, di tutto ciò che a me risulta sconosciuto, ma che con questi pochi “accenni” la fiammella della curiosità viene sempre più alimentata.

Alcuni punti che non vorrei dimenticare nel tempo:

..se l’Anima Mundi ( l’Anima del mondo) dovesse soltanto suddividersi, si indebolirebbe sempre di più, nonostante la diffusione e l’accrescimento. Ecco perchè, mentre la nostra anima si divide, contemporaneamente si ritrova. E questo incontro si chiama Amore. Allorchè si scinde, l’anima origina sempre una parte maschile e una parte femminile.

Ma è possibile che gli atomi delle carni di qualcuno oramai morto si trovino nel mio corpo e in quello di un’altra persona?

Quando la conoscenza maschile si fonde con la trasformazione femminile, nasce la grande unione magica, che si chiama Sapienza. La Sapienza è conoscere e trasformare.

Ti preoccupi troppo della gente. Il prossimo è uno specchio di te stessa.

Ciò che stà fuori è più difficile da cambiare di quello che si trova dentro.

Ho seminato i miei sogni laddove ora tu posi i piedi; Cammina dolcemente, perchè stai calpestando i miei sogni.  – William  Butler Yeats -

Per ogni domanda che la mente umana può concepire, esiste sempre una risposta.

Gli uomini sono artefici del proprio destino. Possono fuggire costantemente da ciò che desiderano – e che magari la vita gli offre in modo generoso.

Per continuare a stare insieme, ad essere una coppia, era necessario che ciascuno condividesse la realtà dell’altro.

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Published by danyli on 21 Ott 2009

Ti vorrei sollevare

Mi hai lasciato senza parole
come una primavera
e questo è un raggio di luce
un pensiero che si riempe
di te
E l’attimo in cui il sole
diventa dorato
e il cuore si fa leggero
come l’aria prima che il tempo
ci porti via
ci porti via
da qui
Ti vorrei sollevare
Ti vorrei consolare
Mi hai detto ti ho visto cambiare
Tu non stai più a sentire
per un momento avrei voluto
che fosse vero anche soltanto
un pò
Perchè ti ho sentito entrare
ma volevo sparire
e invece ti ho visto mirare
invece ti ho visto sparare
a quell’anima
che hai detto che non ho
Ti vorrei sollevare
Ti vorrei consolare
Ti vorrei sollevare
Ti vorrei ritrovare
vorrei viaggiare su ali di carta con te
sapere inventare
sentire il vento che soffia
e non nasconderci se ci fa spostare
quando persi sotto tante stelle
ci chiediamo cosa siamo venuti a fare
cos’è l’amore
stringiamoci più forte ancora
teniamoci vicino al cuore
Ti vorrei sollevare
Ti vorrei consolare
e viaggiare su ali di carta con te
sapere inventare
sentire il vento che soffia
e non nasconderci se ci fa spostare
quando persi sotto tante stelle
ci chiediamo cosa siamo venuti a fare
cos’è l’amore
stringiamoci più forte ancora
teniamoci vicino al cuore
vorrei viaggiare su ali di carta con te
sapere inventare
sentire il vento che soffia
e non nasconderci se ci fa spostare
quando persi sotto tante stelle
ci chiediamo cosa siamo venuti a fare
cos’è l’amore
stringiamoci più forte ancora
teniamoci vicino al cuore

© Elisa feat Giuliano Sangiorgi

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Published by danyli on 18 Ott 2009

Ad Alta Voce

Ad Alta VoceAnche quest’anno non mi sono persa l’evento culture da condividere “Ad Alta Voce“. Tutto l’evento è stato dedicato a Piero Camporesi , ed aveva come filo conduttore il cibo. Non ho perso l’entusiasmo per scoprire e partecipare, anche se devo ammettere che, logisticamente parlando, è stato un pò difficoltoso quest’anno a causa delle dislocazioni lontane tra loro degli incontri, e spesso con sovrapposizioni di orari, che quindi hanno “obbligato” noi del pubblico a fare scelte sui siti e sugli interlecutori. Veramente un peccato, perchè lo scorso anno tutto l’evento è stato articolato così bene, permettendo a noi appassionati di girare per i luoghi scelti senza dover escludere nessuno, ma invece condividendo anche il tragitto. Spero che il prossimo anno, essendo il decennale, ci sia la possibilità di ottenere una migliore organizzazione.

Quest’anno, oltre alla partecipazione al gran finale in aula magna, sono riuscita a partecipare all’incontro all’interno del grando hotel baglioni, in via indipendenza, e devo dire che le mie aspettative non sono state per nulla deluse. Apprezzatissimo anche l’intervento di Aurelia, figlia di Piero Camporesi, che ci ha anche regalato alcuni intermezzi musicali, con i musicisti Antonio Stragapede e Daniele dall’Omo , ma devo dire che sono rimasta affascinata dalla spirito, dalla profondità e dalle battute, dalla multiculturalità di Gabriela Preda, giornalista romena che ha letto un suo brano compreso nella raccolta “Mondopentola” curata da Wadia Laila, la quale, a sua volta, ha letto un brano da “Amiche per la pelle“. Un’altro momento condito con risate, con sane risate, è stato con l’intervento di Marina Sòrina, giovane scrittrice ucraina, che ha letto brani dal suo libro “Voglio un marito italiano” : ha subito esordito dicendoci che il titolo le è stato imposto per ragioni di mercato, in effetti il libro non è indirizzato agli uomini come ci si potrebbe aspettare, ma l’argomento trattato è tutt’altro.

Quindi si è passati al gran finale in Aula Magna di Santa Lucia: indubbiamente diversi gli interventi interessanti da Maurizio Maggiani, a Tiziana di Masi, all’intervento extra-sede di Liliana de Curtis, all’intervento straordinario di Ezio Bosso e al momento toccante e profondo della lettura di “Amore” un brano di Adelchi Battista tratto dal repertorio di Jack Folla :

 

Un amore finisce com’è cominciato, con una domanda alla quale non si sa dare una risposta:
all’inizio è “Mi sono innamorato di te?” e alla fine è “Ti amo ancora?”

La risposta alla prima domanda è “Sì”, se ci domandiamo se siamo innamorati di una persona conosciuta da poco significa che lo siamo almeno un poco, ma se dopo un anno o venti cominciamo a domandarci “L’amo ancora?” la risposta è quasi certamente “No”.

Perchè quando si ama non si fanno domande, si vive. Le domande presuppongono un dubbio e il dubbio mal s’accorda con l’amore. L’amore per essere tale è incondizionato, perdona tutto all’amato, fino alla follia. L’amore condizionato è il tipico rapporto a due di oggi in quel confine fra affetto ed interessi, è quasi sempre promiscuo, incerto e facilmente espugnabile da un terzo… ossia l’amato.

Lo so, lo so, vi state domandando per chi sto facendo l’Alberoni della situazione, per una donna fratelli, ovviamente… e non ne farò più il nome. Una donna che mi ha scritto a voce alta domandandosi se mi amava ancora:

No tesoro, No amore, tu stai amando sempre di più te stessa e sempre meno quest’uomo che muore. Ti capisco, nulla allontana di più che la sofferenza altrui, niente crea un vuoto altrettanto vasto che l’isolamento, la sconfitta o la malattia intorno a chi come il sottoscritto sta subendo un conto alla rovescia sulla propria testa. Ma chiamandoti per l’ultima volta AMORE, anch’io che ti sono stato così fedele mi distacco da te con tutta l’energia rimasta, poca, quella appena sufficiente a dare un colpo di coda.

Lo so cara, avresti voluto che ti trattenessi, che ti gridassi aiuto, che ti invitassi a non lasciarni proprio ora, ora che mancano meno di cinque mesi alla mia esecuzione. No, io non amo chi non mi ama, perchè ho capito che è un esercizio sterile e inutile e così come ho passato questi quattro anni di reclusione a ricordarti, così trascorrerò gli ultimi quattro mesi a dimenticarti e farò in modo che il mio vuoto sia il più vertiginoso e violento possibile, affinchè un nuovo pieno, magari in extremis, fosse solo l’istante prima di salire sulla sedia elettrica, mi assista con un colpo di grazia, quello di un nuovo amore.

Grazie comunque piccola, per avermi tolto anche quest’ultima illusione, quella di essere amato da te…

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Published by danyli on 06 Ott 2009

La lettrice bugiarda

La lettrice bugiardaUn successo letterario nato dal passaparola in rete, di cui io ho avuto la possibilità di leggere e commentare le prime pagine, direttamente contattata da ibs. Questo libro “La lettrice Bugiarda” di Barry Brunomia indubbiamente interessante fino dalle prime pagine: il lettore viene catapultato con parole semplici, immediate ed efficaci a Salem , una cittadina del Massachussetts, famosa tragicamente per  la lotta alle streghe, che il fanatismo portò all’uccisione di numerose donne per diversi secoli. Anche se i cittadini oramai sanno che i cappelli neri dalle tese larghe  sono per lo più un’attrazione per i turisti, a Yellow  Dog Island avviene un intreccio di eventi collegati alla Lettura del Pizzo di Ipswich che permette di conoscere il destino della persona interrogante seguendo le trame e le interruzioni dell’ordito.

Un storia che cattura l’attenzione del lettore fin dall’inizio: affascinante la lettura del pizzo, intorno alla quale si intreccia la storia di tutte le donne discendenti della famiglia Whitney, di cui Towner è l’ultima erede. Tutte sono testimoni di sofferenze e perdite, ma anche della forza necessaria per continuare a vivere. Towner viene descritta in maniera eccellente nel suo dolore, nella paura, nella violenza e nel senso di colpa, così come nello stranissimo rapporto con la sua gemella Lyndley: fino alla fine viene mantenuto un alone misterioso intorno a questo rapporto che poi viene “smentito” da una sorprendente e inaspettata realtà.

Un buon libro, che forse in alcuni punti può risultare lento per le descrizioni di alcune scene vissute nel passato, necessarie però per immedesimarsi pienamente nei personaggi, ma che poi avvolge il lettore in una curiosità sempre più profonda, tra la realtà e il sogno, tra l’odio e l’amore, osservando il futuro……

dalle parole di Eva: Il caso non esiste. Tutto avviene per una ragione.

A volte, guardandoci alle spalle, possiamo individuare il momento in cui la nostra vita ha svoltato prendendo un’altra direzione. Nella lettura del pizzo si chiama “punto di quiete“. Il punto intrno al quale ruota tutto il resto, quello in cui emerge il vero schema delle cose.

La lettrice deve fissare il pizzo finché lo schema non si confonde e il volto dell’interrogante non scompare completamente dietro quel velo. Quando gli occhi cominceranno a lacrimare e la pazienza si sarà ormai esaurita, apparirà una fugace visione di qualcosa che si distingue a stento. In quel momento comincerà a formarsi un’immagine … nello spazio fra ciò che è reale e ciò che è solo immaginato..

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Published by danyli on 04 Ott 2009

Todo Cambia

Cambia lo superficial
cambia también lo profundo
cambia el modo de pensar
cambia todo en este mundo

Cambia el clima con los años
cambia el pastor su rebaño
y así como todo cambia
que yo cambie no es extraño

Cambia el mas fino brillante
de mano en mano su brillo
cambia el nido el pajarillo
cambia el sentir un amante

Cambia el rumbo el caminante
aunque esto le cause daño
y así como todo cambia
que yo cambie no extraño

Cambia todo cambia
Cambia todo cambia
Cambia todo cambia
Cambia todo cambia

Cambia el sol en su carrera
cuando la noche subsiste
cambia la planta y se viste
de verde en la primavera

Cambia el pelaje la fiera
Cambia el cabello el anciano
y así como todo cambia
que yo cambie no es extraño

Pero no cambia mi amor
por mas lejos que me encuentre
ni el recuerdo ni el dolor
de mi pueblo y de mi gente

Lo que cambió ayer
tendrá que cambiar mañana
así como cambio yo
en esta tierra lejana

Cambia todo cambia
Cambia todo cambia
Cambia todo cambia
Cambia todo cambia

Pero no cambia mi amor… 

© Mercedes Sosa – Todo Cambia

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Published by danyli on 04 Ott 2009

Made in Ganzamonio

Denis Riva, carpa dorataDedicare un pò di tempo del proprio sabato pomeriggio, uno come tanti, ad una visita guidata dallo stesso artista, di una mostra che solo il titolo è un programma “Made in Ganzamonio” presso la Galleria Aroldo Bonzagni , è stata un’esperienza interessante. L’artista in questione è un mio concittadino, Denis Riva, di cui ammetto la lacuna, non avevo mai visto le mostre e le sue opere. Inizio con un giro veloce tra le sale, per farmi un’idea di ciò che mi aspettava: sono rapita dai colori della prima sezione “Animali di pianura”: quaglia del Morando, nutria albina di S.Matteo della Decima, rospo smeraldino di Palata Pepoli,zanzara tigre, …..ecc… Tutti animali, reali e surreali, abitanti dei luoghi “specifici” dei paesi e anfratti intorno a noi. Ma quello che mi ha sorpreso e incuriosito è stata la creazione di queste opere: Denis è affascinato da qualsiasi macchia che venga a formarsi, che sia sul marciapiede, per strada, sulla carta (come se “perdersi nelle macchie” fosse la cosa più naturale a questo mondo)…….. Denis Riva, pettirossoAscoltarlo nei suoi racconti, era come impossessarsi della sua “visione”: immaginarlo di fronte alle sue tele dense di macchie, macchie su macchie, finchè l’opera non prenda forma, asciugandosi, e iniziando a vedere Mr.Fagiano, Salamandra, Gallina.…..ecc… Un’altra sezione “Domeniche in pianura” costituita da assemblaggi di materiale vario di recupero (legno, fustelle, oggetti vari, disegni…eccc…), dove l’artista ha dedicato numerose domeniche per la creazione “esclusiva” di questa sezione apposita: è stato curioso assistere al dibattito aperto tra l’artista e il pubblico, dove il primo esponeva le sensazioni o il significato di quella tale creazione, mentre il secondo poteva aver “visto” un’altro significato, o un’altra idea….ed è proprio questo il bello dell’arte. L’ultima sezione “visioni di pianura” è alquanto interessante dove Denis è riuscito genialmente a fondere quegli eventi quotidiani (la semina, il proprietario terriero, l’arrivo dei plumini, appartengono alla nebbia,l’albero di Lambrusco,…..) con la sua interpretazione personale, per sfociare in una nuova visione assai apprezzata, sempre utilizzando tecniche miste.

Quello che mi ha colpito di questo artista, oltre ad avere alle spalle una notevole produzione artistica nonostante la giovane età, è stata l’importanza della carta che ha per lui: infatti in tutte le sue opere la “carta” è sempre presente, che sia sfondo della tela, o oggetto dell’opera stessa, oltre alle innumerevoli tecniche che usa, mescolandole e sperimentando.

Di questa mostra ho apprezzato, oltre alle opere, il contatto diretto con lo stesso artista, la sua umiltà e semplicità nel raccontarsi, il voler osservare il mondo dalla parte degli animali, voler valorizzare aspetti del nostro territorio…… ops dimenticavo una cosa importante, che ha incuriosito il pubblico: come mai Made in Ganzamonio? il Ganzamonio è una poesia di un suo amico, Luca Roncaglia ( Li distrusse l’eccessiva fiducia nel capriolo) ma è anche lo spazio dove Denis Riva vive e lavora quotidianamente: il triangolo tra Ferrara, Bologna e Modena.

Bella esperienza, vissuta con gli occhi e l’entusiasmo di un bambino, perchè è importante fare sorridere, dalle stesse parole dell’artista e se proprio vogliamo “classificare” questo artista, perchè non “Artista in corso d’opera” (dal momento che le opere prendono forma man mano che vengono sviluppate) o “Barattista” (dal barattare i materiali utilizzati) ?

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Published by danyli on 06 Set 2009

L’elefante scomparso

L'elefante scomparsoNon so perchè, ma la lettura dei libri di Haruki Murakami, per me sono sempre una garanzia. Anche i vari racconti di “L’elefante scomparso e altri racconti“, mi hanno immersa in quel mondo reale/surreale, in quella scrittura semplice, non banale, ma che ti rapisce nei minimi termini. Sono tutti racconti, diciassette, scritti tra il 1980 e il 1999: viene anche riportato “l’uccello-giraviti e le donne del martedì” che sfocerà poi nel suo celebre capolavoro “L’uccello che girava le viti del mondo” (che io ho trovato bellissimo). Ovviamente non sono tutti capolavori, alcuni mi sembrano piuttosto delle tracce per qualcosa che verrà,….. ma indubbiamente ho “viaggiato” piacevolmente in questo sogno irreale, tra i vari racconti come Sonno, Silenzio, l’elefante scomparso, il nano ballerino, Lederhosen,….

Il bello della scrittura di Murakami, è che sembra scrivere di niente, e invece parla di tutto. L’ambientazione, in realtà potrebbe essere ovunque, perchè lui racconta quei gesti semplici, abitudinari, la buona musica come il jazz, il sole, la spiaggia, le nuvole che passano lentamente, l’assaporare un piatto cucinato in maniera sublime, i sentimenti, le speranze, e le malinconie. Spesso e volentieri quella quotidianità a cui per lo più non si dà importanza perchè non si ha il tempo necessario per soffermarsi, o soprattutto non si vuole prendere il tempo adeguato per godere dei piccoli gesti, necessari per farci stare davvero bene.

Non si dimentica mai quello che si vorrebbe dimenticare.

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Published by danyli on 03 Set 2009

Il coperchio del mare

Il coperchio del mareLo scorso anno forse non era il momento giusto, oppure il destino mi ha portato a leggere ora questo libro depositato nella mia libreria, sempre in bella vista, ma in attesa…… ” Il coperchio del mare” di Banana Yhosimoto: una scrittura scorrevole in un contesto molto profondo. I sogni da concretizzare, il valore dell’amicizia, il rispetto per le persone e apprezzare la semplicità delle cose, che forse è l’aspetto più importante; riflessioni sulla vita, sulla morte, sull’ecologia e sull’esistenza.

“Alla fine dell’estate chi è stato l’ultimo a uscire dal mare?
L’ultimo è tornato a casa senza chiudere il coperchio del mare
E da allora per tutto questo tempo il mare è rimasto scoperchiato
I ciliegi, le dalie, le creste di gallo
I girasoli, le margherite e i papaveri
Perché continuano a fiorire
Ancora e ancora
In questo mondo senza te?”

Ci sono momenti in cui appaiono nella mia mente i flash fotografici di quando ero piccola, di come prima di rientrare dalle vacanze estive, era oramai diventato un rito quello dell’ultimo bagno dell’anno, e salutare il mare con un arrivederci al prossimo anno. Poi, crescendo, mi sono resa conto di quanto il mare sia sempre stato una parte importante di me, anzi dentro di me: ascoltare le onde, farsi accarezzare dalla brezza marina,…… e farsi rapire totalmente, staccando da tutto e da tutti……

Ops, mi sono un attimo fatta prendere dalla malinconia, ma mi sento di consigliare questo testo, non solo per la scrittura semplice e scorrevole, ma anche per riflettere su aspetti della vita che ci circondano quotidianamente, e, visto il periodo di crisi generalizzata, prendere spunto dall’inventiva e la voglia di fare per realizzare la propria serenità. Quì una breve recensione.

“…quando si sta in compagnia di qualcuno bisogna imparare a tollerarsi“. ….

“…I veri amici afferrano quasi tutto in un istante“……..

Se si fanno dei progetti concreti, se si coltivano le proprie ambizioni, se ci si dà da fare con umiltà, se si aguzza l’ingegno, i sogni diventano realtà. Si possono dare alla luce anche cose che non hanno mai avuto forma in questo mondo, e le si può far crescere nel tempo. Noi esseri umani abbiamo una forza incredibile. Una forza che non verrà mai meno, nonostante ci sia qualcuno che faccia di tutto per disperderla, contenerla e sopprimerla.”

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